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Ecofin, sì di Berlino alla sorveglianza Bce

Un’altra difficile maratona notturna dei ministri delle finanze Ecofin per spianare la strada ad un accordo sulla vigilanza bancaria unica che i capi di governo dovranno varare al vertice europeo che si apre oggi a Bruxelles. L’atmosfera dell’incontro, ieri, appariva più costruttiva rispetto alla settimana scorsa. La Germania, abbastanza isolata nelle sue posizioni, non intende far saltare il negoziato. «Un accordo è possibile e credo che avremo la vigilanza unica per Natale», ha dichiarato il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schauble. Tuttavia la strada appare ancora in salita. E c’è il rischio che, per superare le numerose riserve tedesche che restano sul tavolo, si arrivi ad un compromesso troppo al ribasso che finirebbe per svuotare l’accordo di contenuti.
Ieri comunque i mercati non sono apparsi eccessivamente preoccupati per i rischi di fallimento del vertice. La notizia che la Grecia ha portato a termine con successo il riacquisto dei titoli in mano ai privati e che oggi otterrà dall’Eurogruppo il via libera al versamento delle quote restanti del prestito ha evidentemente tranquillizzato gli animi. Lo spread dei titoli italiani è ridisceso a 330 punti dopo l’impennata dei giorni scorsi. Le Borse europee hanno chiuso moderatamente in positivo, con Piazza Affari che ha fatto registrare un +1,15 per cento: meglio di Londra e Francoforte che guadagnano un terzo di punto.
Anche a Bruxelles, comunque, prevale la consapevolezza che i governi non possono mancare l’impegno, preso a giugno, di varare un sistema di vigilanza unica entro la fine dell’anno. Per questo i ministri finanziari ieri si sono impegnati in una lunga ed estenuante serie di incontri notturni bilaterali attorno ad una bozza di accordo presentata dalla presidenza cipriota. La Germania è disposta ad accettare che il ruolo di sorveglianza sia attribuito alla Bce, anche se Schauble continua a chiedere che venga eretta una «muraglia cinese» per impedire contaminazioni e conflitti di interesse tra le funzioni di autorità monetaria e quelle di vigilanza.
I tedeschi, inoltre, chiedono che la sorveglianza di Francoforte non sia estesa anche alle piccole banche regionali.
Su questo punto sembra delinearsi un compromesso che attribuisce alla Bce il compito di controllare direttamente gli istituti che abbiano asset complessivamente superiori a trenta miliardi, mentre gli altri resterebbero sotto la supervisione delle autorità nazionali. Italia e Francia comunque insistono sul fatto che la banca centrale, in casi particolari, abbia il diritto di avocare a sé i controlli su qualsiasi istituto indipendentemente dalla sua taglia.
La Germania, infine, insiste sul fatto che la sorveglianza unica non dovrà essere operativa prima di un anno, cioè dopo le elezioni tedesche di autunno, e che pertanto fino a quella data non si potrà procedere al finanziamento diretto delle banche da parte dell’Esm, come è invece previsto dagli accordi di giugno.

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