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Ecco le norme Ue per lo scorporo

Telecom chiede che il progetto di scorporo della rete sia valutato alla luce della Raccomandazione Kroes. Ma cosa dice il provvedimento del commissario Ue all’agenda digitale? Approvato giovedì dagli Stati membri (con il sì dell’Italia) del Cocom, ultimo passaggio prima dell’approdo in Commissione per il via libera definitivo, il testo si compone di due parti: la prima sulla metodologia di costo per la rete d’accesso, la seconda sull’applicazione del principio di non discriminazione individuato nell’equivalence of input. Non entra invece nel processo di separazione volontaria della rete che in Italia è già disciplinato dal Codice delle comunicazioni, in recepimento delle direttive comunitarie.
Dunque, sul primo tema la Raccomandazione Kroes individua una fascia di prezzo per le tariffe di unbundling della rete in rame che va da 8 a 10 euro al mese (sulla base dei prezzi 2012), cui uniformarsi, in linea di massima, entro fine 2016. Anche con il ribasso a 8,68 euro, disposto dall’Agcom, i canoni italiani sarebbero all’interno del range. Ma la Ue chiede di più e cioè (al punto 42 della bozza) che le Autorità nazionali «tengano conto degli obiettivi di trasparenza e prevedibilità della regolamentazione, come pure della necessità di assicurare la stabilità dei prezzi senza fluttuazioni significative». È questo un punto che divide incumbent e Agcom, dal momento che secondo Telecom anche la politica dei prezzi 2013 avrebbe dovuto rientrare sotto questo cappello e secondo l’Authority invece no.
La seconda parte riguarda invece il principio di non discriminazione tra gli operatori, che era già un obbligo, ma che la Raccomandazione mira a potenziare indicando come metodologia migliore da applicare l’equivalence of input (Eoi). L’Open Access di Telecom oggi garantisce l’equivalence of output, ma non l’equivalence of input che invece è assicurato dalla formula della separazione funzionale adottata da British Telecom con la divisione Open Reach.
Il testo prevede che all’incumbent che adotti meccanismi per assicurare l’equivalence of input l’Authority nazionale possa consentire di fatto di applicare prezzi “liberi” sull’affitto all’ingrosso delle reti di nuova generazione, senza imporre cioè tariffe regolamentate orientate al costo. Per contro, a favore della concorrenza, la Raccomandazione suggerisce però che si dispongano test di replicabilità su servizi e prezzi retail dell’operatore dominante. Obblighi differenziati di notifica anticipata ex ante e più leggeri ex post quando l’offerta commerciale è già sul mercato.
Assicurare l’equivalence of input consentirebbe insomma a Telecom di alleggerire notevolmente i vincoli solo per quanto riguarda i prezzi delle reti di nuova generazione e non a recuperare del tutto quella flessibilità operativa che otterrebbe se non fosse sottoposta ai test di replicabilità. Il progetto di scorporo della rete va però al di là delle raccomandazioni comunitarie, poichè prevede di introdurre l’Eoi anche per l’accesso alla rete in rame e perchè garantisce maggior trasparenza con il distacco dell’infrastruttura in una società ad hoc. Ed è per questo che l’ex monopolista mira a ottenere un maggior “dividendo regolamentare” dall’Agcom, considerato che con Open Reach l’Autorità locale ha esentato British Telecom dall’onere della replicabilità dell’offerta retail.

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