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Ecco la manovra, part-time agli over 63.Tasse giù per pensionati e imprese

ROMA – Assaggio di flessibilità previdenziale e aumento della no tax area per i pensionati. Misura, quest’ultima, che potrebbe ristorare la categoria rimasta fuori dal bonus degli 80 euro con 155 euro all’anno in più in busta-Inps. Prende forma la Legge di Stabilità che sarà varata oggi dal Consiglio dei ministri. Fonti di Palazzo Chigi indicano, dopo le ultimi riunioni della notte, che la manovra sarà tra i 27 e i 30 miliardi a seconda dell’accoglimento o meno della clausola migranti da parte di Bruxelles, pari ad uno sconto sul defcit del 0,2% (3,2 miliardi).
La legge di Stabilità si dividerà, fa sapere il governo, in quattro macro-aree: “Italia forte”, “Italia semplice”,”Italia giusta”, “Italia orgogliosa”. .
L’”Italia forte” conterrà la cancellazione della Tasi prima casa, i superammortamenti, la riduzione di tasse per le imprese e le norme per alleggerire il patto di Stabilità dei Comuni.
L’ “Italia semplice” prevederà la nota elevazione a 3.000 euro della soglia di utilizzo del contante, il pagamento del canone Rai in bolletta elettrica, la fatturazione elettronica (sulla quale si conta per la lotta all’evasione), la riduzione delle soglie per accedere all’Irpef scontata per le piccole partite Iva.
C’è poi quella che Renzi ha battezzato l’”Italia giusta”: in prima linea la lotta alla povertà infantile (1 milione di bambini), il servizio civile e l’innalzamento della no tax area per i pensionati. Oggi la no tax area per i pensionati arriva fino a 7.500 euro per gli under 75 (7.750 per gli over 75) mentre per i lavoratori dipendenti arriva fino 8.142 euro. Se i pensionati fossero equiparati ai dipendenti i redditi più bassi potrebbero fruire di 155 euro annui netti in più in busta paga. Il costo sarebbe di circa 1 miliardo.
L’ “Italia orgogliosa” prevede i 500 docenti dall’estero e il piano per 1.000 ricercatori.
La spending review, sempre secondo Palazzo Chigi, prevede il taglio delle partecipate, la sforbiciata ai superdirigenti, taglio del 10% dei gabinetti dei ministri.
Tornado al pacchetto pensioni, comunque in bilico, dopo le dichiarazioni sull’elevazione della no tax area, ieri la presidente della Camera Boldrini ha telefonato al ministro dell’Eco- nomia Padoan per perorare la causa degli esodati, mentre alza il tiro e fa pressing Susanna Camusso (Cgil). Il presidente della Confindustria Squinzi ha osservato che la flessibilità è «sempre positiva». Secondo quanto si apprende sarebbe disponibile una dote di 2,5 miliardi in tre anni per prolungare “opzione donna” e sperimentare il nuovo part-time per gli over 63: a tanto ammonterebbero le risorse necessarie. Con la manovra arriverà anche la settima salvaguardia per gli esodati, anche se potrebbe non «coprire» tutta la platea stimata ( 25 mila soggetti).
La chiave dell’operazione, dunque,sarebbe il part-time per chi è vicino alla pensione. Secondo le indiscrezioni circolate ieri i lavoratori che dal 2016 al 2018 maturano i requisiti per la pensione, potranno scegliere il part-time al 60-40%. I contributi verranno versati dal datore di lavoro in busta paga mentre i contributi figurativi saranno a carico dello Stato e dunque il lavoratore non vedrà intaccata la sua pensione. Al tempo stesso partirebbe una sorta di staffetta generazionale che consentirebbe di assumere un giovane con un part-time analogo.
L’altra novità dell’ultima ora sarebbe rappresentata dal calo dell’Ires già a valere sul 2016 (si era parlato di un anticipo di novembre con aliquota più bassa). Un anticipo previsto, però, solo se l’Ue concederà la maggiore flessibilità dello 0,2%, la cosiddetta clausola migranti che tra i tre bonus-flessibilità sul deficit concessi dall’Europa (gli altri sono riforme e fondi europei) è quella che rischia di più.
La caccia alle risorse è andata avanti ieri nella “war room” di Palazzo Chigi alla ricerca di 27-30 miliardi. Come è noto sul tavolo ci sono da fronteggiare i 16,8 miliardi di aumento dell’Iva che, in assenza di provvedimenti, scatterà il primo gennaio . A questi vanno aggiunti i 4-5 dell’abolizione della Tasi sulla prima casa. Questo per quanto riguarda le grandi poste, ma poi ci sono il rinnovo del credito d’imposta (1,5 miliardi), il trascinamento delle sentenza pensioni sull’indicizzazione (500 milioni), i bonus energetico e mobilio ( 350 milioni), il contratto degli statali (la Cisl lo valuta in 3 miliardi), il pacchetto- povertà, il superammortamento al 140% per gli investimenti, le missioni militari, le spese inderogabili.
Sul fronte delle coperture il bonus europeo per investimenti e riforme, se sarà approvato, consente margini per 12,8 miliardi, dunque servirà appena per l’Iva con qualche aggiunta. Si arriva a 20 con la spending review ( di cui 1,5 da beni e servizi Consip), 2 milardi dalla Sanità, 4 dal gettito del rientro dei capitali. Oggi il verdetto.
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