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Ecco il piano Premafin-Fonsai spunta un premio per Unicredit

di Sergio Bocconi

 

MILANO— Ultimi incontri ieri e oggi, dopo il passaggio per i comitati, il consiglio di Unicredit dovrebbe approvare, oltre ai conti, anche l’accordo con i Ligresti per la ricapitalizzazione di Fonsai. Fra gli ultimi elementi oggetto di definizione finale ci sarebbe anche il «premio» attribuibile all’istituto di Piazza Cordusio in caso, dopo i tre anni del contratto, il valore della compagnia abbia superato o no determinate soglie prefissate. Prassi abbastanza consueta in casi simili. Per oggi sono dunque attese comunicazioni da parte dei Ligresti e di Unicredit. E, a meno di sorprese dell’ultima ora, l’operazione «italiana» dovrebbe dunque partire al più presto. Piazza Cordusio, creditore del polo familiare dell’ingegnere e del gruppo Premafin-Fonsai per circa 300-350, dovrebbe impiegare circa 200 milioni fra la partecipazione alla ricapitalizzazione di Fondiaria-Sai e il finanziamento a Sinergia, holding dei Ligresti. Di questi circa 160-170 verranno utilizzati per l’aumento di Fonsai, il cui ammontare dovrebbe restare invariato rispetto a quanto già stabilito e deliberato, dunque intorno a 450-460 milioni. Non è invece più prevista la ricapitalizzazione di Premafin che, nell’accordo sfumato con Groupama, rappresentava il centro dell’operazione. In seguito alle comunicazioni attese per oggi, anche Crédit Suisse potrebbe confermare in modo ufficiale ciò che comunque è già noto: la banca guidata in Italia da Federico Imbert continuerà a garantire con il consorzio la sottoscrizione integrale dell’aumento di Fondiaria-Sai, cioè a rilevare l’eventuale inoptato. Piazza Cordusio interverrà sottoscrivendo nuove azioni e acquistando diritti da Premafin, la holding che controlla Fonsai con circa il 42%, che con l’incasso di tali risorse potrà così esercitare i diritti residui. Al termine l’istituto dovrebbe così essere azionista con il 7%circa della compagnia guidata oggi da Emanuele Erbetta. La holding Premafin dovrebbe invece diluirsi dall’attuale 42%al 35%circa. Altri 30 milioni saranno invece impiegati per finanziare Sinergia, che potrà così rispettare le scadenze previste dal nuovo accordo sui debiti. Con l’intervento la banca guidata da Federico Ghizzoni garantisce dunque una rete di protezione estesa anche al portafoglio partecipazioni che comprende, fra gli altri, Rcs, Pirelli, Mediobanca e, con una piccola quota, lo stesso Unicredit. Oltre all’aumento di Fonsai, ci dovrebbe poi essere la ricapitalizzazione della Milano, controllata al 60%, per circa 300 milioni. Infine nel quadro delle azioni per riportare su binari «ordinari» la situazione del gruppo potrebbe esserci un rafforzamento manageriale con l’arrivo di Claudio De Conto, ex Pirelli, che potrebbe entrare come direttore generale. Attualmente, dopo la promozione di Emanuele Erbetta ad amministratore delegato al posto di Fausto Marchionni, direttore generale con responsabilità del ramo vita e della finanza è Stefano Carlino. E domani sarà la volta del board di Fonsai sui conti 2010. L’attesa è per un bilancio della compagnia (che ieri in Borsa ha perso il 3,76%) che si è chiuso con una perdita importante. L’aumento dovrebbe garantire al margine di solvibilità, forse oggi inferiore al 100%, di risalire anche al 120%.

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