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«Ecco il piano per Atlantia-Gemina. Cresceremo in Brasile e India»

ROMA — Dell’operazione Atlantia-Gemina c’è chi pensa che sia solo un riassetto societario nell’ambito della famiglia Benetton e che sia tutto già definito. Cosa ribatte Giovanni Castellucci, ad di Atlantia?
«Niente di più falso. È un progetto con una forte finalità industriale su cui si sta lavorando intensamente. Ma i contenuti economici e di struttura vanno tutti ancora definiti, ed accettati dai soci delle due società».
Sarà un’offerta pubblica di scambio in vista di una fusione?
«Non voglio entrare negli aspetti tecnici. Ma ci è chiaro il punto d’arrivo: la completa integrazione senza esborso di cassa, per non appesantire Atlantia di debito».
Il concambio che si ipotizza è tra uno a dieci e uno a dodici (azioni di Atlantia per azioni di Gemina). Corretto?
«Presto per dirlo, ogni illazione è prematura».
Ci spieghi perché l’operazione non è solo finanziaria.
«Adr, controllata da Gemina, con l’approvazione del contratto di programma è uscita da un limbo di 12 anni, in cui non poteva finanziarsi adeguatamente e investire. Ora in pochi anni dovrà affrontare un piano di investimenti impegnativo. Atlantia invece nel corso degli anni ha rodato una importante struttura tecnica di ingegneria ed esecuzione delle grandi opere, immediatamente disponibile. Ed ha la flessibilità e le risorse finanziare per una partenza immediata».
Ritiene che Atlantia possa trovare nel settore degli aeroporti prospettive migliori di quello delle autostrade?
«Adr costituisce per Atlantia l’opportunità di entrare in un settore nuovo, ma contiguo in termini di competenze. Non è un caso che siano tanti gli operatori globali nel settore delle infrastrutture presenti in entrambi i settori. Atlantia potrà ampliare la propria presenza in Paesi in cui già opera con successo nel settore autostradale: Brasile, Cile, India».
Lei pensa al mondo, ma Fiumicino è in grave ritardo.
«Roma è una destinazione turistica globale. Una parte non trascurabile dei suoi ricavi quindi è legata allo sviluppo economico e alla crescita della classe media globale. È un modo differente per diversificare il rischio geografico, ma contribuendo allo sviluppo del Paese».
Le prospettive del trasporto aereo in Italia sembrano pessime. Gli azionisti di Atlantia dovranno avere pazienza.
«Non bisogna illudersi. Nel breve-medio termine non sono da escludere forti “turbolenze”. La solidità finanziaria di Atlantia garantisce comunque stabilità aziendale e dei piani. Preoccupano di più le prospettive di lungo termine della compagnia di bandiera…».
…di cui Atlantia è azionista. Alitalia sembra all’impasse.
«Si parla tanto di vicende interne tra soci grandi e piccoli, ma non abbastanza dei problemi e delle prospettive industriali. Tuttora irrisolti. Mi aspetto una sola cosa: che Air France-Klm, quale socio industriale, renda evidenti i suoi programmi e progetti per il futuro di Alitalia».
Non avete avuto alcun segno circa le sue intenzioni?
«Anche se Atlantia è solamente un socio finanziario ed ha indicato per il cda di Alitalia un indipendente, a me interessano non tanto le intenzioni circa le quote azionarie ma quelle sul futuro di Alitalia. Che sia un operatore nazionale in grado di sostenere una rete di collegamenti intercontinentali diretti, adeguata alla vocazione turistica mondiale di questo Paese».
Teme un’Alitalia ridotta a un regional che alimenta traffico su Parigi?
«Non appoggerei alcun progetto che vada in questa direzione».
E chi dovrebbe assicurare questo ruolo primario a Alitalia? Un nuovo governo?
«Il governo francese sostiene, come è giusto, la politica industriale dei suoi players. In Italia questo tema è stato delegato agli azionisti».
E se Air France-Klm tirasse la corda, come pare voglia fare?
«In assenza di una soluzione rapida e radicale del tema industriale, nessuna soluzione può essere esclusa».
Addirittura. Con quali conseguenze per Fiumicino?
«Presto per dirlo. Certo che Fiumicino senza un ruolo primario di Alitalia dovrebbe rivedere i suoi piani».
Tornando a Atlantia/Gemina, gli azionisti sono tutti convinti dell’operazione?
«Sono fiducioso che gli azionisti di Atlantia e Gemina comprenderanno il valore strategico dell’operazione».
Qualcuno ritiene che i livelli attuali di indebitamento, al netto delle future operazioni, siano già pesanti per Atlantia. «L’insieme risultante dall’operazione avrebbe ratios finanziari tra i migliori al mondo, idonei a reggere un piano d’investimenti impegnativo mantenendo un rating di eccellenza. Confrontati con i Peers internazionali, sia Atlantia che Gemina sono relativamente poco indebitati».
I piani degli investimenti le sembrano integrabili?
«Adr ha un piano di investimenti impegnativo per Fiumicino Nord che entrerà a regime attorno al 2020, quando il piano di Autostrade per l’Italia sarà pressoché esaurito. Si utilizzeranno quindi i flussi di cassa per un grande progetto per questo Paese».
Che tempistica prevede per l’operazione?
«Tra un mese circa potremo avere idee più chiare sulla struttura dell’operazione e gli elementi economico-finanziari, prima di allora lavoreremo per mettere insieme il progetto».

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