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Ecco cosa chiedono i più ricchi

Lo dice chiaramente il bollettino di Bankitalia: la ricchezza in Italia è molto concentrata: in tante famiglie è a livelli molto modesti o nulli. All’opposto, poche famiglie dispongono di patrimoni cospicui. Più in dettaglio, alla fine alla fine del 2010 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva.

Cosa richiede questa punta dell’iceberg della ricchezza anzionale? Per quanto riguarda le richieste dei risparmiatori, le richieste sono le solite, a prescindere dall’entità dei patrimoni.

Poco rischio, difesa dalle sferzate delle crisi, diversificazione, le tre richieste base. Spiega a MF-Milano Finanza Carlo Angelo Pittatore, direttore commerciale di Banca Finnat, 5,3 milioni di euro l’utile netto 2012 e 7,8 miliardi di masse amministrate: «La richiesta costante è diversificare per asset class, Paesi e gestori, da ricercare sempre tra i più esperti». Perché il cliente è diventato sempre più esigente, vuole diversificare ma vuole anche capire le scelte che vengono effettuate, vuole perfino conoscere i nomi dei partner cui la banca si affida per determinate scelte. «Oggi ci provengono richieste anche di ricercare tra fondi e sicav alla caccia di una controparte esperta e possibilmente su una piattaforma più ampia possibile», specifica Pittatore.

Chi può è disposto anche a pagare di più per avere di più. Deutsche Bank per esempio ha messo a disposizione della clientela più facoltosa una consulenza fee only. Secondo Sandro Daga, responsabile del private banking di Deutsche Bank, «il cliente si è fatto esigente, chiede più consulenza, guarda oltre l’investimento. Per questo abbiamo approntato questa consulenza che si paga solo con una commissione dell’1% e consente di comprare o vendere quanto viene consigliato dall’esperto». Poi, spiega Daga, «stiamo preparando una piattaforma che fornisca indicazioni d’investimento in base al profilo di rischio e alle esigenze dell’investitore più che riguardo ai mercati». Ampio spazio da parte di Deutsche Bank anche a servizi aggiuntivi come quello dedicato all’arte e al real estate, realizzati tramite accordi con società specializzate. «Senza trascurare nemmeno le consulenze dedicate ai temi fiscali e legali, inerenti eventuali successioni, materie spinose che richiedono sempre più spesso l’intervento di specialisti dedicati», dice Daga.

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