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Eccesso di velocità da provare

D’ora in avanti più facile per gli automobilisti far annullare le multe per eccesso di velocità con guida pericolosa. Infatti, il verbale è invalido se l’agente non indica con precisione la dinamica dell’infrazione. A questa importante conclusione, che si pone in contrasto con centinaia di sentenze che confermano la validità dei verbali fino a querela di falso, è giunta la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 13264 dell’11 giugno 2014, ha accolto il ricorso di un automobilista multato per eccesso di velocità con guida pericolosa. Insomma, dice a chiare lettere la sesta sezione – 2, tutto ciò che comporta una valutazione da parte dell’agente, in questo caso la pericolosità della condotta dell’automobilista, non ha fede privilegiata e soprattutto dev’essere dettagliatamente descritto nel verbale. Diverso è il caso del passaggio con il semaforo rosso o il superamento dei limiti attestato dall’autovelox che sono eventi non richiedenti una valutazione della polizia ma oggettivi e, come tali, sono dotati di fede privilegiata. Piazza Cavour motiva infatti che nel giudizio di opposizione a ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale. Ricadono in tale disciplina accadimenti e circostanze (da descrivere con indicazione delle particolari condizioni soggettive e oggettive dell’accertamento) avvenuti alla presenza del pubblico ufficiale, quali il passaggio di un’autovettura con semaforo rosso o l’uso della cintura di sicurezza o il puntamento di apparecchiatura elettronica per il calcolo della velocità di un veicolo, indipendentemente dalla condizione dinamica o di stasi dell’autore del fatto e del mezzo usato. Tanto chiarito, secondo l’art. 141 cds, la pericolosità della condotta di guida deve essere desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni della strada e del traffico e da ogni altra circostanza di qualsiasi natura.Essa di per sé non costituisce un fatto storico, che possa essere attestato, ma è una valutazione sintetica, che è desunta dagli elementi indicati dal legislatore. In altri termini, il giudizio di pericolosità implica un’attività di elaborazione da parte dell’agente accertatore, che deve rilevare i fatti che stanno avvenendo (condizione del veicolo, della strada, del traffico) e sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità. Ora gli atti torneranno al tribunale di Treviso che dovrà rivedere la sua posizione.

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