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EasyJet taglia il 30% dei lavoratori Ryanair dimezza la capacità in Italia

Come molti vettori che operano in Italia, il ceo di Ryanair punta il dito anche sulla norma che impone il contratto nazionale di lavoro settoriale: «Ryanair ha contratti al 100% italiani e ottimi rapporti con i sindacati italiani. Abbiamo personale basato in Italia e vogliamo continuare ad essere parte integrante del tessuto sociale italiano. Ma operare in questo modo è un disastro – conclude -. Se queste misure saranno confermate saremo costretti a rivedere la nostra presenza in Italia».

Come per altri paesi europei,l’Italia potrebbe essere compresa nel piano di riduzione occupazionale anche se per ora la compagnia si è limitata a dire che «il break down sui singoli paesi dipenderà dalle consultazioni con le parti sociali e sindacali che si avvieranno prossimamente». Nei giorni scorsi easyJet, insieme a Ryanair, aveva annunciato la ripresa dei voli a partire dalla metà di giugno in Italia, uno dei paesi più colpiti dal virus, un segnale che aveva fatto ben sperare.

Tuttavia, nella fase 2 a preoccupare il comparto aeronautico non c’è soltanto il virus. Ryanair quest’anno ridurrà la capacità in Italia del 50% a causa della contrazione della domanda, ma la contrazione potrebbe essere superiore se verranno confermate le misure del governo a cominciare dall’aumento dell’addizionale comunale applicata ai biglietti aerei dal 2021. «Non ha senso aumentare le tasse quando invece dovrebbero essere tagliate per rilanciare il settore – commenta il ceo di Ryanair Eddie Wilson a Il Sole 24 Ore-. Così facendo sarà impossibile operare per coprire collegamenti regionali diretti che richiedono tariffe più basse. Siamo pronti a dialogare con il governo italiano – aggiunge – abbiamo sollecitato un incontro e siamo in attesa di una risposta. Comprendiamo il momento critico, ma proprio come compagnia numero uno in Italia, vogliamo contribuire al rilancio del paese».

Per Wilson «quello che sta facendo l’esecutivo per il settore aeronautico va nella direzione opposta al suo rilancio. A cominciare dal piano Alitalia per oltre 3 miliardi di euro che non aiuterà a rendere più competitiva la compagnia. Quei soldi sono stati messi nel posto sbagliato. Sia chiaro, non siamo contro Alitalia, siamo in Italia da 20 anni, operiamo in 29 aeroporti, con 14 basi e 40 milioni di passeggeri. Siamo per un libero mercato con regole uguali per tutte le compagnie aeree».

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