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È valido il testamento che si limita a diseredare

Il testamento olografo è valido anche se contiene solo una clausola di diseredazione senza nessuna disposizione attributiva di beni. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 8352, depositata il 25 maggio 2012, che ha mutato orientamento rispetto alle precedenti pronunce.
Il collegio di legittimità ha ricordato che l’indirizzo prevalente era stato affermato dalla sentenza 1458 risalente al 1967. Secondo questa pronuncia il testatore può validamente escludere dall’eredità un erede legittimo, fatta eccezione per i legittimari (ossia coniuge, figli e ascendenti), a condizione che la scheda contenga anche disposizioni positive, rivolte cioè ad attribuire beni ereditari ad altre persone. Secondo questa sentenza sarebbe perciò nullo il testamento con il quale ci si limiti a diseredare qualcuno. La stessa pronuncia, tuttavia, ha chiarito che qualora dall’interpretazione della scheda testamentaria risulti che il defunto, nel manifestare la volontà di escludere qualcuno dalla sua successione, abbia implicitamente inteso attribuire le proprie sostanze ad altri soggetti, il testamento deve essere ritenuto valido.
Questa conclusione, ha affermato la Cassazione con la sentenza 8352/2012, «contiene in sé una sostanziale contraddizione», dal momento che, da un lato considera invalida una clausola meramente negativa e, dall’altro, ne riconosce la legittimità a condizione che sia possibile ricavare in modo indiretto ed esplicito «la inequivoca volontà del testatore, oltre che di diseredare un determinato successibile, di attribuire le proprie sostanze a un determinato altro», vanificando in tal modo la tendenziale invalidità della clausola.
Per la Suprema corte si tratta di una interpretazione che deve «essere rivista e superata». Infatti, hanno affermato i giudici di legittimità, se si riconosce che il testatore possa disporre di tutti i suoi beni escludendo in tutto o in parte i successori legittimi, «non si vede per quale ragione non possa, con espressa e apposita dichiarazione, limitarsi a escludere un successibile ex lege mediante una disposizione negativa dei propri beni. Invero escludere equivale non all’assenza di un’idonea manifestazione di volontà, ma una specifica manifestazione di volontà, nella quale, rispetto a una dichiarazione di volere positiva, muta il contenuto della dichiarazione stessa, che è negativa».
Di conseguenza, per diseredare non occorre procedere all’attribuzione di tutti beni ad altre persone rispetto a quella che si vuole escludere. La clausola di diseredazione, in sostanza, integra un atto dispositivo delle sostanze del testatore, «costituendo espressione di un regolamento di rapporti patrimoniali, che può includersi nel contenuto tipico del testamento». Infatti, il testatore, sottraendo dal quadro dei successibili il diseredato e restringendo la successione legittima ai non esclusi, «indirizza la concreta destinazione post mortem del proprio patrimonio».

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