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E un vademecum spiega come diventare avvocati hi-tech

Come si diventa avvocati telematici. Lo spiega il vademecum messo a punto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, che, in vista dell’entrata in vigore del processo civile telematico, il 30 giugno prossimo, ha elaborato una guida che spazia dalle nozioni minime di informatica, agli strumenti necessari per poter depositare gli atti online, fino alla raffigurazione delle schermate dimostrative della procedura di invio telematico di un decreto ingiuntivo.

In primo luogo, il vademecum illustra gli strumenti che occorrono per diventare avvocati telematici. A partire da un dispositivo di firma digitale, che ha un costo variabile, a seconda del modello e del fornitore, tra i 35 e gli 85 euro. Serve poi, ovviamente, un personal computer con sistema operativo aggiornato, che potrebbe costare dai 400 a oltre 1.200 euro, uno scanner per trasformare i documenti da allegare ai fascicoli informatici in «pdf immagine» o altro formato accettato, con un costo che va dai 100 euro in su. Un collegamento Internet con un programma standard, come possono essere Internet Explorer, Chrome o Mozilla Firefox, per accedere a pst.giustizia.it, portale del ministero della giustizia dove tutti gli avvocati sono iscritti d’ufficio. Per altri punti di accesso occorre l’iscrizione, che in genere è gratuita. È necessario ancora un programma di elaborazione testi (Microsoft Word versione 2007 o successive, Openoffice, LibreOffice), un software per la redazione della busta telematica e una casella Pec comunicata al proprio ordine di appartenenza e iscritta nel RegInde. Il vademecum, inoltre, illustra come deve avvenire il deposito degli atti. Occorre anzitutto creare sul proprio computer, attraverso l’apposito software «redattore», una “busta informatica dotata delle caratteristiche previste dalla normativa tecnica (un file che si chiamerà «atto.enc»). Il deposito, specifica la guida dell’Ordine di Napoli, avviene, attualmente, attraverso l’indirizzo Pec comunicato dall’avvocato all’Ordine e mediante l’invio di una mail, diretta all’indirizzo Pec del Tribunale destinatario alla quale dovrà essere allegato il file «atto.enc». Nell’oggetto del messaggio è indispensabile indicare, all’inizio, la parola «DEPOSITO» (tutto in maiuscolo e senza virgolette). Lasciato uno spazio, si può indicare ciò che si vuole per avere un proprio riferimento identificativo del messaggio e di quelli successivi ad esso collegati. Alcuni redattori provvedono direttamente all’invio di tale messaggio, altri richiedono che, una volta «confezionata» la busta «atto.enc», la stessa venga invece allegata a un messaggio Pec e spedita con Outlook, Thunderbird oppure attraverso il normale accesso alla propria casella webmail. Alcuni software (ReadyPCT, EasyPCT), spiega infine la guida, si occupano anche della fase dell’invio della busta contenente il file «atto.enc», di prescegliere l’indirizzo Pec dell’Ufficio giudiziario destinatario e di compilare correttamente il campo «oggetto» del messaggio.

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