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E sul Lodo arriva il D-Day del 27 giugno

Sarà a fine giugno il D-Day tra Silvio Berlusconi e Carlo De Nedeti sul Lodo Mondadori. Il 27 giugno, secondo quanto filtrato da indiscrezioni, la Corte di Cassazione ha fissato l’udienza per l’atto finale di una causa che si trascina dagli anni ’90.
Dopo più di venti anni dallo scontro tra il Cavaliere e l’Ingegnere per il controllo della casa editrice milanese, dopo il risarcimento-monstre da 546 milioni a favore di De Benedetti, la «Guerra di Segrate» (come era stata chiamata allora) arriverà a un epilogo. Conferma della maxi-somma oppure tutto da rifare. Nell’autunno del 2009, arrivò a sorpesa una sentenza clamorosa: il giudice Raimondo Mesiano stabilì un maxi-risarcimento da 750 milioni per la Cir. Scoppiò la polemica. Si arrivò al cosiddetto «Accordo di Natale» con cui Fininvest annunciava ricorso in Appello, rifiutando la sentenza, ma come segno di buona volontà,versava una fidejussione a garanzia. Due anni dopo arrivò la sentenza di appello: confermata la condanna ma con un forte sconto. Da 750 milioni a 546, dopo una controversa perizia chiesta dal Tribunale a una troika di esperti (presieduta dall’ex rettore della Bocconi Luigi Guatri). Il pagamento diventa immediato. Fininvest paga, ma va in Cassazione, da sempre sostenendo la tesi che «nulla è dovuto» alla Cir per la vicenda Mondadori e che la sentenza rappresenta un «attacco politico» al Berlusconi imprenditore. Il gruppo berlusconi aveva assoldato un super-team di esperti (guidati dal professor Romano Vaccarella e con i professsionisti Andrea Colombo e Angelo Provasoli) che smontava la tesi della perizia. Dal canto suo i legali di De Benedetti, capitanati dal giurista genovese Vincenzo Roppo, hanno continuamente replicato che nulla c’entra la politica ma che nell’assegnazione della Mondadori alla Fininvest ci fu una corruzione di un giudice (sentenza passata in giudicato) e che quindi la pretesa di un risarcimento è legittima. Adesso sarà Piazza Cavour a stabilire chi ha definitivamente ragione.
A differenza degli altri gradi di giudizio, l’iter in Cassazione è più immediato. C’è una sola udienza, un solo giorno. I giudici ascoltano le parti e poi si riuniscono in camera di consigli. Quando il verdetto? Dopo il 27 giugno, la sentenza potrà arrivare in qualsiasi data. Quello della Cassazione non è un giudizio di merito, non andrà a ripercorrere tutti gli atti giudiziari, ma è solo di forma su eventuali vizi: Fininvest nel suo ricorso ha elencati cinque, tra cui anche la controversa perizia. Vista la complessità della materia, tuttavia, difficile che la sentenza arrivi il giorno stesso. Nella peggiore delle ipotesi, arriverà a fine estate. Che sarà di fuoco.

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