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E si consolida la candidatura per la nuova Alitalia

Mancano ancora diversi tasselli, alcuni anche importanti, ma grosso modo il puzzle è composto. E il pezzo principale riguarda proprio Luca Cordero di Montezemolo. Anche se non c’è ancora il crisma dell’ufficialità, per il presidente della Ferrari sarebbe già pronto il posto più alto nell’organigramma della Nuova Alitalia, era Etihad. Le vicende che riguardano Maranello e quelle relative al nuovo assetto di comando della compagnia di bandiera in principio non erano legate, almeno così è sempre sembrato. Ora però, dopo lo showdown di Sergio Marchionne a Cernobbio, è difficile tenerle separate.
Di certo Montezemolo ha ancora molta voglia di fare, ma di fare qualcosa di diverso. Dopo 23 anni alla Ferrari è comprensibile, anche se alle Rosse di Maranello il manager bolognese deve molto. E viceversa. Alitalia rappresenta non solo qualcosa di diverso ma ha anche il sapore di una sfida. Non sarebbe tuttavia l’unica opzione sul tavolo del presidente della Ferrari. Probabilmente è la più interessante, almeno sulla carta. Dipende anche da che ruolo Etihad vorrà assegnargli. Presidente, certo, ma con quali deleghe? Un ruolo di mera rappresentanza potrebbe stargli stretto, anche se non è escluso che dopo 23 anni passati a fare la trottola in giro per il mondo a seguire le Rosse, una volta fuori da Maranello, Montezemolo desideri una vita meno frenetica. Questa settimana il numero uno di Etihad, James Hogan sarà a Roma e potrebbe anche incontrare il presidente della Ferrari per discutere del ruolo.
C’è comunque tempo per valutare. Il consiglio della nuova Alitalia non è stato ancora definito. E’ vero che è stato già individuato il nuovo amministratore delegato, Silvano Cassano, ma per motivi soprattutto pratici. Il manager dovrà subentrare in corsa a Gabriele Del Torchio ed è necessario quindi un periodo di affiancamento. Per il presidente non serve.
Montezemolo ha avuto un ruolo centrale nell’operazione che ha portato gli arabi a Fiumicino. Grazie alla lunga consuetudine con gli emiri di Abu Dhabi e ai rapporti con Hogan, ma anche con il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni (banca di cui Montezemolo è vicepresidente) è riuscito a tenere al tavolo Etihad quando stava per mollare, a smussare gli angoli e a portare a termine una trattativa che sembrava ormai saltata. Che Hogan gli abbia offerto la presidenza di Alitalia non deve dunque sorprendere.
A questo punto potrebbe essere solo una questione di tempi. Quelli del probabile ingresso alla presidenza della compagnia di bandiera sono legati all’iter autorizzativo dell’operazione, che deve essere approvata dall’Antitrust europeo. Il via libera è atteso entro la fine dell’anno. Novembre potrebbe essere il mese giusto. Ma a dettare l’agenda sarà soprattutto la trattativa con la Fiat. Giovedì ci sarà il consiglio del Cavallino per l’esame dei conti semestrali e non è atteso altro. Il 13 ottobre però c’è il debutto di Fca e Wall Street e, visto che ormai il divorzio è ufficiale, Marchionne potrebbe avere voglia di presentarsi a New York già con un nuovo assetto di vertice per la Ferrari.

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