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E Londra lancia la banca per le imprese

Politica industriale, concetto sparito dal lessico della vita pubblica britannica negli anni Ottanta, ritorna sulla bocca di un ministro. Vince Cable, esponente liberaldemocratico e responsabile dell’ampio dicastero del Business, attenua l’impatto della “svolta ideologica” parlando solo di strategia industriale, ma il risultato non cambia: Londra ripensa al proprio modello di sviluppo e immagina forme di intervento statale per innescare una ripresa che continua a non decollare. Forme moderate – non si pensi a scenari da Iri – ma significative nella Gran Bretagna della coalizione Conservatori-LibDem. Vince Cable s’è appellato allo spirito olimpico che tanto orgoglio nazionale ha riacceso a Londra e dintorni per lanciare il suo affondo contro la «retorica dei mercati che oscura la realtà della buona organizzazione… Il laissez-faire – ha concluso – è solo negligenza».
Al netto di ogni evidente considerazione sul disagio che crediamo attraversi i deputati Tory e qualche collega di governo, le parole di Vince Cable sono prologo a misure specifiche. Innanzitutto ha riproposto la Banca del business, istituto pubblico che dovrà garantire finanziamenti alle imprese visto il fallimento delle politiche fin qui adottate per riattivare il ciclo del credito, se è vero che nell’ultimo anno il 33% delle Pmi britanniche s’è visto negare qualsiasi forma di affidamento. Di un istituto del genere s’era accennato in passato, ma ieri il ministro ha tracciato un profilo preciso. «Stiamo allestendo un’istituzione che dovrà operare attraverso banche alternative, dalla svedese Handelsbanken, a Co-Op bank ad Aldermore e a società di credito». L’idea è di alzare il livello di concorrenza per uscire dal cerchio delle quattro grandi realtà britanniche, Rbs e Lloyds, Hsbc e Barclays impegnate a gestire bilanci scossi dal credit crunch più che attivare le linee di fido. Aldermore è realtà nuova nel mondo della finanza inglese, mentre Handelsbanken ha introdotto logiche diverse da quelle in voga nella City così come Co-Op destinata a moltiplicare la propria taglia grazie all’acquisizione di 600 agenzie che Lloyds ha dovuto cedere.
Il riassetto del sistema di credito si muoverà con l’esigenza di riequilibrare il corpo economico del Paese puntando su specifiche priorità. Nel discorso pronunciato ieri all’Imperial College di Londra, una della più prestigiose università del Regno Unito, il ministro ha individuato i settori di maggiore interesse: manifattura avanzata, ricerca ed educazione secondaria, energia, digitale ed economia della creatività. Industria aerospaziale, automotive e bioscienze saranno le aree di specifica e primaria azione del governo, seguite da quelle dei servizi ad alto valore aggiunto inclusa la formazione di personale qualificato.
Vince Cable non è entrato nel dettaglio dell’azione di supporto che il governo metterà a punto, ma nel caso di aerospaziale e automotive è stato esplicito. «In entrambi questi settori le ragioni di un intervento e di forme di partnership sono evidenti: ci sono migliaia di miliardi di ordini per aerei civili nel prossimo ventennio. Per ottenerli ricerca e sviluppo sono essenziali. La produzione di autoveicoli è storia di grande successo con un significativo avanzo commerciale. Le imprese (tutte straniere, ndr) contano sull’azione del governo per sostenere, ad esempio, la diffusione di veicolo a basso impatto ambientale». E tanto basta per capire che le agevolazioni pubbliche che Vince Cable ha in mente potrebbero passare per forme diverse di incentivi, certamente alla ricerca. L’azione del governo, nella versione del ministro del Business, insisterà quindi sulla riaffermazione dell’open society britannica – aperta al mondo e all’innovazione – ma con un aiutino, neppure troppo piccolo, dalla mano pubblica.

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