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E l’Etruria dei miracoli aveva arruolato gli ex «sceriffi» di Piazza Affari

Con l’immediata sospensione in Borsa dei titoli, il day after è stato tutt’altro che tranquillo per la Banca Popolare Etruria, commissariata mercoledì dal ministero dell’Economia su proposta della Banca d’Italia per «gravi perdite del patrimonio». 
«Tenuto conto che sono stati ora avviati accertamenti da parte degli organi straordinari, anche in vista della predisposizione della relazione sostitutiva al bilancio 2014 — hanno dichiarato ieri i commissari straordinari in una nota su richiesta della Consob — non risulta possibile, ad oggi, fornire elementi di dettaglio sulla situazione della banca».
L’effetto immediato del commissariamento è stata infatti la decadenza degli organi sociali e al loro posto la nomina di due commissari straordinari. Nell’azzerare i vertici, tra l’altro, sono stati appiedati anche due ex «pezzi grossi» della Consob con una notevole esperienza di mercato e di situazioni difficili: Massimo Tezzon, presidente del collegio sindacale dell’Etruria e Claudio Salini, consigliere d’amministrazione dal luglio scorso ma già dal 2013 presidente della controllata Banca Federico Del Vecchio, la cassaforte delle ricche famiglie fiorentine. Tezzon è stato direttore generale della Consob dal 1999 al 2008, Claudio Salini è stato responsabile divisione mercati e poi segretario generale della Commissione da cui è uscito a giugno 2013.
La stessa Consob ha tra l’altro in corso un’indagine ad ampio raggio sui rialzi boom delle Popolari, spinte dalle notizie sulla riforma del settore decisa dal governo del premier Matteo Renzi.
La banca di Arezzo, di cui è azionista con piccole quote la famiglia Boschi, tra cui Maria Elena ministro per le Riforme e il padre, è quella che ha messo a segno le migliori performance sia di prezzo che di volumi. Nonostante l’allarme sui conti della banca, da tempo sotto la lente della vigilanza che le aveva imposto la ricerca di un partner, il titolo è stato nell’ultimo mese il migliore a Piazza Affari (secondo solo ad Aedes): il guadagno è del 59%, da quota 0,36 euro agli 0,58 euro su cui è congelata dalla chiusura di due giorni fa.
La «banca dell’oro» è in assoluto la Popolare che in Borsa ha corso di più. Algebris, la società di investimenti londinese fondata e guidata da Davide Serra, ha dichiarato ieri in una nota che «mai nella storia di Algebris, sin dal primo ottobre 2006, è stato fatto alcun investimento (sia azionario sia in debito subordinato) nel capitale della Banca Popolare dell’Etruria».

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