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E-fattura sprint. Verso una e-fattura automatica.

Verso una e-fattura automatica. Il documento sarà recapitato nella posta elettronica certificata del contribuente subito dopo il pagamento tramite Pos. È questo uno degli obiettivi a cui sta lavorando il tavolo sulla fatturazione elettronica per potenziare i pagamenti digitali e snellire alcuni aspetti della gestione dei documenti digitali.

Entro qualche mese, dunque, pagando con carta di credito il Pos chiederà all’utente di scegliere l’opzione tra la fattura elettronica e lo scontrino digitale. Se la scelta cadrà sulla fattura, il Pos invierà i dati associati alla carta di credito al software gestionale delle fatture elettroniche e questo recapiterà il documento nella Pec di chi ha pagato.

«Un sistema simile è in uso da Eni per i benzinai e per chi ha l’applicazione Eni», spiega a ItaliaOggi Giovanni Currò, deputato in commissione finanze della camera del Movimento 5 stelle, «e vorremmo sviluppare l’applicazione per altre tipologie di transazioni». «In questo modo, soprattutto per i pagamenti ripetitivi» spiega ancora Currò, «si risolverebbero anche i problemi legati all’emissione potendo controllare la fattura in posta elettronica certificata».

Un meccanismo che potrebbe essere mutuato anche per i bonifici tracciabili, quelli per esempio utilizzati per i pagamenti effettuati per poi ottenere le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

«Pagando con la carta di credito o con i bonifici tracciati si acquisiscono già dei dati, si tratta di trasferirli al sistema per poi generare il documento elettronico della fattura» ribadisce il deputato cinque stelle.

Intanto continuano gli incontri con i rappresentanti del mondo bancario e dei pagamenti digitali per trovare un punto di incontro sulla proposta di abbassare i costi per gli esercenti delle commissioni e dei Pos, grande ostacolo alla diffusione dei pagamenti tracciabili e quindi alla diminuzione del contante in Italia.

La proposta lanciata dal sottosegretario Massimo Bitonci di non far pagare le commissioni per i pagamenti fino ai 25 euro potrebbe vedere un ridimensionamento della cifra. Si va verso un compromesso sui micropagamenti fino a 15 euro effettuati con carte.

«Ci siamo quasi per ottenere una soluzione strutturale che ovviamente comprenda non solo i pagamenti Pos ma anche i pagamenti digitali con i nuovi sistemi che si stanno sviluppando molto velocemente», osserva Currò che non si sbilancia sulla cifra intorno alla quale potrebbe trovarsi l’accordo. «Oggi è ancora prematuro dare un importo, 10-25-50 euro, perché si rischia di scaricare il costo per importi superiori», avverte Currò.

Cristina Bartelli

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