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E-commerce in rampa di lancio grazie alle nuove regole

Le vendite online, transfrontaliere e non solo, sono destinate a crescere, per effetto di regole più trasparenti e omogenee. La pensano così gli operatori del settore, che salutano con favore la nuova normativa in materia di e-commerce (decreto legislativo n. 21 del 21/2/2014, in recepimento della direttiva 2011/83/Ue), entrata in vigore a partire dallo scorso 13 giugno. Il cui obiettivo è garantire più sicurezza e tutele per i consumatori che fanno acquisti online e che potrebbe dare un’accelerata allo sviluppo del settore, specie in materia di vendite transfrontaliere. Anche se non mancano alcune criticità e la strada per raggiungere le performance europee è ancora lunga.

Netcomm, risvolti positivi per le vendite transfrontaliere. «Il vantaggio principale è la maggior trasparenza sul mercato europeo, con gli operatori che devono seguire regole omogenee. Un nuovo scenario che punta a proteggere il consumatore e che potrebbe andare a favore della crescita delle vendite transfrontaliere», sottolinea Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio che ha l’obiettivo di favorire la crescita e la diffusione del commercio elettronico in Italia. Un’eventualità, quest’ultima, non da poco. Soprattutto considerando che negli ultimi due anni in Italia gli acquisti via Internet sono quasi raddoppiati (passando da 9 a 16 milioni), ma lo Stivale resta ancora molto indietro in termini di numero di imprese che vendono oltre frontiera e di fatturato complessivo dell’e-commerce.

Tra le novità entrate in vigore (si veda anche la pagina seguente) spicca, in particolare, la possibilità di recedere dal contratto restituendo la merce entro 14 giorni, anziché dieci. Inoltre, dopo aver comunicato la volontà di rendere il prodotto, il consumatore ha a disposizione altri 14 giorni per rispedire indietro quanto acquistato. Si accorciano poi i tempi per ricevere il rimborso, dai 30 giorni attuali ai 14 giorni. In ottica di trasparenza, il venditore è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere in caso di restituzione della merce. Mentre in fase pre-contrattuale il negoziante è tenuto a indicare chiaramente il costo totale dei prodotti e dei servizi, oltre alle diverse modalità di pagamento. «Maggiore fiducia, trasparenza e omogeneità che rappresentano importanti passi in avanti per lo sviluppo del commercio elettronico», commenta Liscia. Anche se non mancano le criticità. Per esempio, nel caso in cui il consumatore comunichi la volontà di voler restituire la merce. «In questo caso, nel momento in cui l’acquirente dichiara di aver rispedito il bene, il negoziante è tenuto nei 14 giorni successivi a restituire la somma», specifica Liscia. «Ritrovandosi magari a dover rimborsare il montante anche se non ha ancora ricevuto il prodotto, un’eventualità frequente negli acquisti transfrontalieri che impiegano più tempo a essere recapitati». Un’altra perplessità riguarda la disparità tra le pmi e le grandi aziende. Le prime, infatti, «subiscono maggiormente rispetto alle seconde l’incapacità di adeguarsi in maniera sufficientemente rapida al quadro normativo e regolatorio esistente anche per difficoltà all’accesso all’informazione e per i conseguenti costi che ne derivano».

Ok anche dai gruppi di vendite online. Si esprime in termini positivi Irina Pavlova, responsabile comunicazione di eBay in Italia, sottolineando che la società non può che accogliere con favore «tutte le iniziative volte a incrementare la tutela dei consumatori e quindi la loro fiducia nei confronti degli acquisti online, soprattutto in un mercato come quello italiano che è in grande crescita e che ha ancora grandi potenzialità». In particolare, il prolungamento dei termini per il diritto di recesso e la chiara indicazione dei metodi di pagamento accettati «sono indubbiamente provvedimenti positivi che potranno aumentare la fiducia dei consumatori nei confronti degli acquisti online. Queste maggiori tutele possono essere un incentivo per molti consumatori a entrare nel mondo del commercio elettronico», osserva. Aggiungendo che la compagnia ha deciso di anticipare alcuni punti della direttiva europea sui diritti dei consumatori, prevedendo già dall’autunno dello scorso anno la possibilità per gli acquirenti di avere 14 giorni di tempo (rispetto ai dieci previsti fino all’entrata in vigore delle nuove norme) per recedere dai contratti di compravendita stipulati con venditori professionali su eBay. Semaforo verde anche da parte di Marco Narcisi, titolare di G.F. Narcisi, azienda attiva nel settore della vendita online di prodotti di termoidraulica, che sottolinea però anche come, a distanza di un mese, ancora molti utenti non sono a conoscenza delle nuove regole. «Ritengo un segnale positivo il fatto che la legislatura si sia resa conto della necessità di regolamentare più nel dettaglio un settore in continua crescita che potrebbe contribuire, assieme ad altre misure, a una generale ripresa delle vendite nel nostro paese». Nella nuova normativa, secondo Narcisi, non mancano alcune criticità, «come i tempi di rimborso indicati relativamente all’applicazione del diritto di recesso e la mancanza di una profonda armonizzazione su elementi collegati al commercio estero. La strada da fare è ancora lunga». Un aiuto può arrivare anche da una selezione dei siti sui quali fare shopping. «Quando si fanno compere in rete, è fondamentale valutare adeguatamente il negozio online».

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