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E-cig, vendita in discesa

Per commercializzare sigarette elettroniche è sufficiente presentare la domanda all’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Non sarà più necessario, quindi, aspettare la positiva risposta dell’amministrazione. Ma la retromarcia dei Monopoli potrebbe non bastare. Il futuro dell’intera disciplina che regolamenta la procedura per la vendita delle e-cig e la maxi tassa del 58,5% del prezzo di vendita passa dal Tar Lazio.

Domani i giudici si riuniranno in camera di consiglio per una prima valutazione riguardo alla legittimità delle previsioni ministeriali di attuazione del dl 76/2013. Si ipotizza pure la possibilità che l’intera normativa venga inviata alla Corte costituzionale, nonché alla Corte di giustizia Ue. Il dm 16 novembre 2013 ha stabilito che gli operatori già presenti sul mercato delle sigarette elettroniche, per poter continuare a svolgere la propria attività, dal 1° gennaio 2014 dovevano ottenere dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli apposita autorizzazione. Dalla stessa data è scattato anche il prelievo fiscale costituito dall’imposta di consumo nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico, applicabile ai vaporizzatori, ai liquidi di ricambio e ai relativi prodotti accessori e strumentali (incluse le batterie). Complice il ritardo con cui il dm è stato pubblicato, però, i tempi si sono fatti troppo stretti, rendendo di fatto incompatibile l’iter autorizzatorio con la necessità di non bloccare l’attività di produttori e distributori. Il rischio di paralisi del settore ha indotto il Tar Lazio a concedere una sospensiva provvisoria dell’obbligo di autorizzazione preventiva (fissando la trattazione definitiva dell’istanza cautelare al 19 febbraio 2014). Un orientamento confermato dagli stessi giudici amministrativi capitolini con un’ulteriore ordinanza depositata il 6 febbraio, che ha rimandato la questione alla stessa udienza del 19 febbraio. Se lo stop al regime autorizzatorio appare chiaro, nulla è stato precisato in merito al regime fiscale: tra gli operatori resta quindi molta confusione, soprattutto per quanto riguarda le modalità applicative per il versamento dell’imposta. Nel frattempo i Monopoli sono corsi ai ripari. Lo scorso 12 febbraio il ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, ha firmato un ulteriore dm, a modifica di quello emanato il 16 novembre 2013. I contenuti del provvedimento, ancora in attesa di pubblicazione in G.U., sono stati anticipati venerdì sera da una circolare Aams (si veda ItaliaOggi del 14 febbraio 2014). I controlli dell’Agenzia non saranno più preventivi, ma interverranno ex post. Per poter istituire e gestire un deposito fiscale, quindi, basterà presentare la domanda. Con effetto retroattivo: anche coloro che hanno già inoltrato l’istanza, ma sono ancora in attesa di una risposta, potranno riprendere la produzione e la distribuzione di e-cig. La cauzione prevista dalla legge dovrà essere versata entro i 30 giorni successivi. Il chiarimenti superano le criticità legate al regime autorizzatorio, ma non quelle relative a una tassa fortemente contestata dagli operatori. La palla passa quindi ora ai magistrati del Tar Lazio.

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