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E-cig, tasse riviste e corrette

Sciolta la riserva sulle sigarette elettroniche. L’accisa gravante sulle e-cig sarà, infatti, frutto di un calcolo diviso in due passaggi. Il primo, che determinerà il quantitativo di liquido contenuto nelle e-cig da equiparare con kg di sigarette ordinarie. Definita la quantità, il passo successivo definirà l’accisa vera e propria che sarà pari al 50% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale. A stabilirlo, il dlgs di riforma delle accise sui tabacchi che, al termine del consiglio dei ministri che si è svolto lunedì 10 novembre, ha ricevuto il via libera definitivo in prima lettura (si veda ItaliaOggi del 21 ottobre 2014). In questo caso, quindi, non occorrerà un ulteriore passaggio presso il parlamento come, invece, si è reso necessario nel caso dei primi due dlgs relativi alla delega fiscale, il decreto sulle semplificazioni fiscali e la riforma delle commissioni censuarie (si veda ItaliaOggi di ieri). Lo schema di dlgs prevede, in particolare, che per i liquidi che non hanno una funzione medica e sono immessi nelle sigarette elettroniche, debba essere applicata un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività. Come per i tabacchi senza combustione, quindi, anche in questo caso è previsto un procedimento per determinare l’equivalenza con un kg convenzionale di sigarette e, da qui, determinare l’accisa, in misura ridotta del 50% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale. Il testo introduce, inoltre, la nuova categoria dei tabacchi da inalazione senza combustione. Per questi prodotti è prevista una tassazione calibrata su quella che grava sulle sigarette, attraverso l’introduzione di un’accisa pari al 50% di quella che grava sull’equivalente quantitativo di sigarette, alla luce della minore nocività del prodotto. Il decreto modifica, poi, anche il regime della accisa minima. È previsto, infatti, un onere fiscale minimo, l’accisa più Iva, pari a 170 euro il kg. Onere che incide in misura più rilevante sui prezzi molto bassi e in misura più attenuata sui prezzi via via più elevati, così da implicare un riposizionamento verso l’alto dei prodotti di prezzo basso e molto basso. Il provvedimento pertanto eleva l’aliquota dal 58,6% al 58,7%. In aggiunta è, poi, anche prevista la modifica dell’accisa minima del tabacco trinciato fino per arrotolare le sigarette, con l’applicazione di un’accisa minima che passa da 105,3 euro il kg a 115 euro. Viene, infine, eliminata l’imposta di consumo sui fiammiferi e, per i rivenditori che dispongono di un magazzino di fiammiferi sui quali hanno già corrisposto l’imposta di consumo, è previsto un corrispondente credito d’imposta. Infine, per consentire una migliore distribuzione della vendita di tabacchi nei comuni fino a 2.000 abitanti vengono ritoccati al ribasso i requisiti minimi previsti per l’istituzione dei patentini per la vendita dei tabacchi nei comuni interessati.

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