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E Bruxelles torna a parlare di crescita Più facili anche gli esami sui bilanci Commissione Ue Banca d’Italia

Per tradizione allergica alle notizie succose, in questa settimana l’Europa rischia di farne indigestione. È un alveare: da una capitale all’altra, ministri e capi di governo si rincorrono per il grande negoziato. Tutti promettono, minacciano o scongiurano la stessa cosa, con lo sguardo fisso ad Atene dove ormai estrema sinistra ed estrema destra governano insieme: il cambio epocale delle regole, dal rigore alla cosiddetta flessibilità, con la Grecia al centro del grande ronzio e la Germania inaspettatamente ai margini. Per dirla alla tedesca, la “biene”, l’ape più in vista dell’alveare, di nome Alexis Tsipras, girerà da oggi tutta l’Europa a partire da Londra e Bruxelles; e nella capitale belga apprenderà perfino come stia per essere rottamata dalla Ue la temuta trojka, la commissione che falcia ovunque i bilanci. Ma in un posto, un posto solo, la “biene” greca non si fermerà: Berlino, dove pure sarebbe «ospite benvenuta». Atene guarda altrove anche perché in campo, al suo fianco, è sceso un giocatore non previsto: Barack Obama, il presidente Usa, butta lì che «non si può continuare a premere su Paesi in piena depressione… A un dato momento, ci vuole una strategia di crescita per rimborsare i debiti». 
E proprio la crescita sarà giovedì al centro delle previsioni economiche d’inverno diffuse dalla Commissione. Spira un vento lieve di ottimismo. «Abbiamo rialzato le nostre aspettative sulla crescita dell’Eurozona – dice Wouter Sturkerbook, analista strategico della Russell Investments – sulla scia del quantitative easing deciso da Mario Draghi (l’iniezione di liquidità sui mercati con l’acquisto di titoli di Stato, ndr ). E ci aspettiamo ulteriori miglioramenti nel resto dell’anno». Altre fonti concordano: dopo anni di caligine, si profila una moderata ma convinta ripresa. Anche in Italia. Dove, nonostante i guai di sempre, appare risalire la fiducia dei consumatori, la disoccupazione inverte (forse) la rotta e risale dopo un’eternità la produzione manufatturiera (in tutta l’Eurozona il suo incremento ha toccato a gennaio il livello più alto negli ultimi sei mesi). Roma ha discrete speranze di ricevere un incoraggiamento prima della «sentenza» sui piani di stabilità fissata per marzo. Domani il ministro delle finanze italiano Pier Carlo Padoan incontrerà qui il vicepresidente della Commissione e commissario Ue per l’euro, Valdis Dombrovskis. Dopodomani arriverà poi Tsipras, atteso dal presidente Jean-Claude-Juncker: il quale gli ha fatto sapere che «devo trovare un’alternativa più legittima, democratica» alla famigerata Troika.
L’alveare Bruxelles ronza di proposte. «L’accordo con i nostri creditori può arrivare molto presto», prevede Atene. La Commissione si dice «fiduciosa» nelle ultime promesse di Tsipras sul pagamento dei debiti. Anche perché Tsipras ha detto ieri un’altra cosa: l’uscita della Grecia e di Cipro dall’Eurozona sarebbe «un’amputazione dell’Europa sudorientale».

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