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Duello sulla moratoria

L’Abi insiste per prolungare la moratoria sui prestiti prevista al 30 settembre, ma l’associazione bancaria europea, Eba gela le richieste delle banche italliane. Il governo dovrebbe rinviare la scadenza delle moratorie sui prestiti prevista per il 30 settembre. Lo ha affermato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, secondo cui «è auspicabile che sia deciso un posticipo della scadenza, come già avvenuto (in quanto la scadenza iniziale era il 30 giugno)». «È imminente – ha spiegato il dg intervenendo al convegno ‘Supervision, risks & profitability’, la scadenza del 30 settembre, che è la data ultima in cui si possono concedere moratorie beneficiando del regime prudenziale delineato dall’Eba, quindi senza incorrere nella pressochè automatica classificazione del credito come deteriorato».

No a una revisione immediata del calendar provisioning né a un allungamento della scadenza sulle moratorie, adesso fissata al 30 settembre. La doccia fredda per le banche italiane è arrivata durante il convegno «Supervision, Risks and Profitability 2020», organizzato da Abi.

Qualche modifica nelle regole del settore bancario si puo’ valutare, ma non si può pensare di modificare adesso il calendar provisiong, «sarebbe un segno di debolezza. E’ prematuro», ha detto il presidente dell’Eba, Josè Manuel Campa in merito alla richiesta dell’Abi di rivedere le regole del calendar provisioning che stabilisce -tra l’altro- tempi molti rigidi per coprire al 100%, in bilancio crediti non perfoming non garantiti (in tre anni). «Alcune review, alcuni cambiamenti sono necessari ma ci vuole sincronizzazione del nuovo pensiero. Prendiamoci un po’ di tempo: cambiare le regole in questo momento potrebbe essere prematuro e potrebbe essere visto come un segnale di debolezza delle banche. I mercati sono ancora molto nervosi, ci penseremo quando tutto sarà passato», ha spiegato Campa.

Aprendo i lavori dell’evento, il d.g. di palazzo Altieri, Giovanni Sabatini ha ribadito le richieste che nelle ultime settimane le banche ripetono alle autorità di vigilanza: una revisione urgente del calendar provisioning per lo smaltimento dei crediti deteriorati e l’allungamento delle moratorie.

Lo spettro che gli istituti di credito temono è l’aumento degli Npl.

Una volta venute meno le misure straordinarie per sostenere imprese e famiglie durante la crisi -delle quali hanno beneficiato anche gli istituti di credito attraverso una maggiore flessibilita’ delle regole- i crediti deteriorati aumenteranno. Lo sanno le Autorita’ di vigilanza e lo sanno bene le banche. L’approccio al problema e’ opposto. Da qualche settimana, gli istituti di credito chiedono con insistenza di non tornare alle norme pre-covid in modo traumatico, anzi di valutare una modifica delle regole per traghettare famiglie e imprese fuori dalla recessione, fino alla ripresa. Le Autorità di vigilanza temono che dilatando ancora le misure eccezionali messe in campo durante la pandemia le banche possano accumulare sofferenze.

Un intervento sul calendar provisioning «è essenziale», ha sottolineato Sabatini ricordando come «il settore ha da sempre evidenziato le criticità di questo approccio, ma in questo momento specifico, in cui e’ particolarmente rilevante che le risorse delle banche siano convogliate verso il supporto all’economia, appare ancora piu’ urgente riconsiderare una norma che impone alle banche pesanti perdite a fronte del supporto fornito ai creditori in difficolta’, tenuto anche conto che per agevolare i debitori, in questa particolare fase, le procedure esecutive sono state oggetto di una temporanea sospensione».

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