Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Duello infinito su Club Med Bonomi sale al 16% e rilancia superata l’offerta dei cinesi

Andrea Bonomi cerca l’affondo per assicurarsi il controllo del Club Med. E per garantire un futuro di crescita e sviluppo ai villaggi simbolo del turismo internazionale si mette al fianco un fondo dalle spalle larghe come Kkr. Il veicolo Global Resorts ha annunciato ieri di essere salito al 15,9% della società francese e di aver alzato a 23 euro il prezzo dell’Opa superando così i 22 euro messi sul piatto dal rilancio del conglomerato cinese Fosun. Inoltre Bonomi ha annunciato accordi con un intermediario francese per l’acquisto di altri titoli del Club Med che gli permettono di salire al 18,9% del capitale e al 17% dei diritti di voto, diventando così il primo azionista dei famosi villaggi vacanze davanti a Fosun che ha il 18,3%. Ora spetta alla società di controllo della Borsa, la Amf, decidere entro venerdì una nuova calendarizzazione degli eventi se si aspetta che il gioco delle offerte e controfferte possa andare avanti. E non si possono escludere nuovi colpi di scena visto che intorno al Club Med si respira aria di guerra. Fonti vicine a Henri Giscard D’Estaing, l’attuale presidente sceso in campo fin dall’inizio al fianco di Fosun, hanno definito la nuova offerta di Bonomi «un attacco ostile». Aggiungendo che si tratta di «un’operazione solo finanziaria» e sottolineando come l’offerta di Global Resorts non puntando sulla Cina a differenza della proposta concorrente – priverebbe il club di un mercato essenziale per il suo sviluppo e la sua redditività».

Tuttavia il fondo Investindustrial, capofila dell’operazione, e i suoi alleati, possono contare su un via libera governativo e sul sostegno dei sindacati. Inoltre sembrano aver fatto bene i loro conti. L’offerta messa sul piatto ieri valorizza la società francese 874 milioni, cui bisogna aggiungere un centinaio di milioni di debiti più le spese per il finanziamento e gli advisor. Nel complesso, quindi, si sta parlando di un investimento vicino al miliardo di euro, finanziato per 700 milioni con soldi propri di fondi e soci, e per il resto con un finanziamento organizzato dalle banche italiane Unicredit e Banca Imi. L’orizzonte temporale è pari a 7-10 anni, come quasi tutte le operazioni dei fondi di Bonomi, e in questo lasso di tempo vi saranno ulteriori necessità di investimento dovute a acquisizioni o nuove aperture finalizzate alla crescita. Ecco perché il finanziere italiano ha chiamato in questa partita anche gli americani di Kkr, fondo dalle spalle molto larghe con cui già condivide l’investimento nella spagnola Portaventura.
Sotto il profilo industriale, inoltre, sono entrati in qualità di coinvestitori la brasiliana Gp Investment e l’imprenditore sudafricano Sol Kerzner che faranno parte anche del nuovo consiglio di amministrazione. Nei piani di Investindustrial, infatti, ci sono un forte sviluppo in Europa e Sudamerica, prima ancora della Cina, un riposizionamento del marchio oltre a una governance più chiara che rifletta il vantaggio di avere un socio unico e maggioritario. A questo riguardo il presidente non esecutivo già scelto da Bonomi e soci è Serge Trigano, che in passato ha già gestito la società, poi si dovrà procedere alla scelta di un nuovo amministratore delegato. Tra qualche settimana si saprà se sul Club Med sventolerà almeno in parte una bandiera italiana.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa