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Duello Buba-Bce sul piano Draghi

Scontro verbale fra la Banca centrale europea e la Bundesbank a Karlsruhe nella prima delle due giornate di udienze della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del piano Omt, varato la scorsa estate dalla Bce quando l’euro appariva vicino al punto di rottura.
Seduti fianco a fianco davanti agli otto giudici, il consigliere dell’Eurotower, Joerg Asmussen, e il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, colleghi di vecchia data all’università e poi come consiglieri economici del Governo tedesco, hanno espresso in rapida successione, ieri pomeriggio, posizioni nettamente contrapposte sul ruolo della banca centrale nella soluzione della crisi dell’euro.
Asmussen ha difeso l’iniziativa, che non è ancora stata messa in atto, ma il cui annuncio di acquisti di debito dei Paesi in difficoltà ha raggiunto lo scopo di calmare i mercati finanziari, definendola «necessaria, efficace e rispettosa del mandato» di salvaguardare la stabilità dei prezzi. «Una moneta può essere stabile solo se la sua esistenza non è in dubbio», ha detto Asmussen, ripetendo alcune delle argomentazioni espresse dal presidente, Mario Draghi, la sera prima, in un’intervista senza precedenti alla televisione tedesca. Il consigliere della Bce ha chiarito che gli interventi sono potenzialmente (ex ante) illimitati, anche se la loro dimensione è determinata nei fatti da quella del mercato dei titoli fino a tre anni, nei quali la banca ha dichiarato di voler operare (per Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda la somma attuale è di 524 miliardi di euro). La Bce condizionerà la sua azione all’impegno dei Paesi destinatari alle riforme e alla disciplina fiscale e non creerà inflazione, in quanto sterilizzerà sul mercato la liquidità creata.
Weidmann, che nel consiglio della Bce fu l’unico, su 23, a votare contro l’Omt e lo ha più volte criticato pubblicamente, ha sostentuto che il piano offusca i confini fra politica monetaria e politica fiscale, che la Bce si è assunta compiti che dovrebbero spettare ai Governi o ai mercati, che la promessa di acquisto di debito rallenta il necessario aggiustamento nei Paesi più deboli dell’eurozona e che il contribuente tedesco va incontro a perdite potenzialmente pesanti. In mattinata, la Bce aveva incassato l’appoggio del Governo tedesco, con l’intervento del ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble e, a distanza, del cancelliere Angela Merkel.
I giudici si sono addentrati, nelle loro domande, nel merito della decisione della Bce e sono sembrati propendere verso le posizioni della Bundesbank e delle parti che hanno presentato il ricorso contro l’Omt, politici della sinistra della Linke e dei cristiano-sociali bavaresi e rappresentanti della società civile. Tuttavia, il presidente della Corte, Andreas Vosskuhle, ha precisato, nella sua breve introduzione del caso, che la decisione, che non è attesa prima delle elezioni tedesche del 22 settembre, non sarà influenzata dal successo dell’Omt, ma sarà basata solamente sulla Legge fondamentale (la costituzione) tedesca. «Altrimenti, il fine di per sé giustificherebbe i mezzi», ha osservato. E ha riconosciuto che la questione giuridica più difficile è sulla competenza. La Bce infatti come istituzione europea non è assoggettabile alle decisioni di un Corte nazionale: tuttavia i giudici potrebbero mettere dei limiti alla partecipazione tedesca all’Omt, il che probabilmente danneggerebbe la credibilità del piano, dato che sulla Germania graverebbe la quota più alta di interventi, e riaccenderebbe le turbolenze sull’euro. Potrebbero, anche se non lo hanno mai fatto in oltre 50 anni di storia della Corte, rimettere il caso alla Corte europea di giustizia.
Schäuble ha ammonito i giudici a non spingersi troppo in là nel giudicare la Bce, se no si corre il rischio che si aprano cause legali in tutti i Paesi dell’Eurozona. Se vedessimo che la Bce oltrapassa i limiti del Trattato, ha detto, la citeremmo noi stessi davanti alla Corte europea. Ma «non ci sono segni – ha detto il ministro Schäuble, chiamato a testimoniare dai giudici di Karlsruhe – che la Bce stia violando il suo mandato». Anche se, ha aggiunto il ministro, che è un giurista di formazione, non c’è ancora una documentazione legale sull’operazione e quindi è impossibile fare una valutazione definitiva. Il cancelliere Merkel da Berlino ha sostenuto a sua volta che, secondo il Governo, la Bce sta operando in modo appropriato e facendo qual che deve per stabilizzare l’euro.
I presentatori del ricorso hanno sostenuto che è in gioco addirittura la democrazia in Europa, in quanto le politiche della Bce minano la sovranità del Parlamento. Tesi respinta dai rappresentanti in giudizio dello stesso Bundestag. Fuori dall’aula, qualche decina di sostenitori del nuovo partito anti-euro, Alternative fuer Deutschland, ha inscenato una manifestazione contro la Bce. La firma del ricorso da parte di 35mila cittadini è un’indicazione di come il tema sia sentito in Germania, dove parte dell’opinione pubblica ritiene che troppi soldi dei contribuenti tedeschi siano stati impegnati, e messi in pericolo, dai salvataggi europei. Una ricerca dell’Istituto di Kiel sull’economia mondiale mostra invece che, grazie al solo calo dei tassi d’interesse prodotto dalla crisi e dall’afflusso di capitali verso il rifugio sicuro della Germania, il Governo tedesco ha risparmiato fra il 2009 e il 2012 circa 80 miliardi di euro in minori interessi sul debito pubblico e supererà probabilmente quota 100 entro il 2013. I rischi dell’Omt, ha detto Asmussen, si materializzerebbero solo se un Paese facesse default sul proprio debito.

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