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Due orali per l’esame forense

Due prove orali di un’ora ciascuna, distanziate di almeno 30 giorni l’una dall’altra, per diventare avvocato nel 2021. Dal Senato arriva il primo si al nuovo esame di abilitazione forense: ieri, infatti, l’assemblea di Palazzo Madama ha approvato in prima lettura la legge di conversione del dl 31/2021 recante appunto «misure urgenti in materia di svolgimento dell’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato». Il provvedimento riguarda l’abilitazione 2020, inizialmente prevista per l’inizio di dicembre dell’anno scorso, ma poi rinviata visto l’aumento dei contagi e non ancora recuperata. La prova fu poi spostata al 13, 14 e 15 aprile, con la ministra della giustizia Marta Cartabia che a inizio marzo aveva diffuso una nota con cui cercava di rassicurare circa il regolare svolgimento dell’esame nelle date indicate, soluzione poi abbandonata con l’approvazione del dl e il conseguente passaggio alla modalità orale a distanza. Le nuove date, tuttavia, non sono ancora note: sarà un successivo decreto ministeriale a definirle, insieme «alle modalità di sorteggio per l’espletamento delle prove orali, alla pubblicità delle sedute di esame, all’accesso e alla permanenza nelle sedi di esame, alle prescrizioni imposte ai fini della prevenzione e protezione dal rischio del contagio da Covid-19, nonché alle modalità di comunicazione della rinuncia alla domanda di ammissione all’esame e alle modalità di comunicazione delle materie scelte dal candidato per la seconda prova orale», come si legge nell’articolato.

L’esame, come detto, prevede lo svolgimento di due prove, entrambe orali e a distanza: i candidati andranno nella sede prestabilita (gli uffici giudiziari di ogni distretto di Corte d’appello o i locali destinati dal Consiglio dell’ordine della sua città) e li si collegheranno con la sottocommissione, composta da tre membri, che sarà invece da remoto e provvederà ad interrogare il candidato.

La prima prova consisterà in una «discussione di una questione pratico-applicativa», nella forma di una soluzione di un caso: la sottocommissione produrrà tre quesiti tra i quali il candidato potrà scegliere. Fatta la scelta, avrà mezz’ora per analizzare e risolvere il caso, con la possibilità di utilizzare i codici commentati. Terminata la mezz’ora, si procederà quindi all’esposizione, senza la disponibilità dei codici. Finito l’esame, i commissari si riuniscono per il voto: ad ognuno è affidato un massimo di 10 punti, passa l’esame il candidato che ne ha ottenuti almeno 18.

Superata la prima prova, dopo non meno di 30 giorni si procederà con la seconda, che dovrà durare non meno di 45 minuti e non più di un’ora. In questo caso si tratta di una discussione di «brevi questioni relative a cinque materie scelte preventivamente dal candidato, di cui: una tra diritto civile e diritto penale, purché diversa dalla materia già scelta per la prima prova orale; una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico. In caso di scelta della materia del diritto amministrativo nella prima prova orale, la seconda prova orale ha per oggetto il diritto civile e il diritto penale, una materia a scelta tra diritto processuale civile e diritto processuale penale e due tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico». Ci sarà anche una domanda sull’ordinamento forense. Quindi sei quesiti in tutto per i quali ogni commissario (sempre tre) avrà a disposizione 10 punti. Per passare l’esame, anche in questo caso, sarà necessario raggiungere almeno il 18 medio per ogni materia e ogni commissario; infatti, il punteggio minimo da raggiungere sarà 108 (10 punti ai tre commissari per ognuna delle sei materie danno un punteggio massimo di 180. Se ogni commissario desse 18 per ogni materia, si raggiungerebbe 108).

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