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Due opzioni per specializzarsi

Ci sono due strade per avere dal Consiglio nazionale forense il titolo di avvocato specialista: frequenza e superamento di un percorso formativo ad hoc, oppure per riconoscimento della comprovata esperienza professionale maturata. In ogni caso l’avvocato interessato dovrà presentare domanda al proprio Consiglio dell’ordine che la trasmette al Cnf. 

Comprovata esperienza.

Se la domanda è fondata sulla comprovata esperienza, il Consiglio nazionale forense convocherà l’avvocato a un colloquio sulle materie comprese nel settore di specializzazione.

L’esperienza è comprovata se l’avvocato, che ha maturato un’anzianità di otto anni di iscrizione all’albo degli avvocati ininterrotta e senza sospensioni, abbia esercitato negli ultimi cinque anni in modo assiduo, prevalente e continuativo attività di avvocato in uno dei settori di specializzazione: questo si prova mediante la produzione di documentazione, giudiziale o stragiudiziale, di almeno 15 incarichi nel quinquennio.

Attenzione, perché non si contano gli affari che hanno ad oggetto medesime questioni giuridiche e necessitano di un’analoga attività difensiva.

Corsi di formazione. L’alternativa è seguire corsi di formazione. I corsi devono avere durata almeno biennale e didattica non inferiore a 200 ore, di cui didattica frontale non inferiore a 100 ore. L’avvocato avrà obbligo di frequenza nella misura minima dell’80% della durata del corso e dovrà superare almeno una prova, scritta e orale, al termine di ciascun anno di corso.

Mantenimento. Una volta ottenuto, il titolo bisogna mantenerlo. Ogni tre anni l’avvocato specialista dovrà dimostrare di avere adempiuto a specifici obblighi di formazione.

Per mantenere il titolo, in particolare, l’avvocato deve dimostrare di avere partecipato in modo proficuo e continuativo a scuole o corsi di alta formazione nello specifico settore di specializzazione per un numero di crediti non inferiore a 75 nel triennio di riferimento e, comunque, a 25 per ciascun anno.

Ma il titolo di avvocato specialista può essere mantenuto anche dimostrando di avere esercitato nel triennio di riferimento in modo assiduo, prevalente e continuativo l’attività in uno dei settori di specializzazione: ci vuole la documentazione relativa a 15 incarichi per anno.

Revoca. Il titolo può essere revocato. Fanno saltare la specializzazione una sanzione disciplinare definitiva, diversa dall’avvertimento, conseguente a un comportamento realizzato in violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale; oppure il mancato adempimento degli obblighi di formazione continua o l’omissione dell’obbligo della dichiarazione e della documentazione prescritta per il mantenimento del titolo. La revoca può arrivare anche nei casi di grave e comprovata carenza delle specifiche competenze del settore di specializzazione. Attenzione, però, il decreto dà una seconda chance: la revoca del titolo non impedisce di conseguirlo nuovamente.

Disposizione transitoria. Il decreto si occupa della prima attuazione del decreto. In particolare l’avvocato che ha conseguito nei cinque anni precedenti un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica può chiedere al Consiglio nazionale forense il conferimento del titolo di avvocato specialista, ma deve sottoporsi a una prova scritta e orale.

Può fruire dello stesso percorso l’avvocato che ha conseguito un attestato di frequenza di un corso avente i requisiti, ma non ancora concluso.

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