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Due liste Fonsai, c’è Palladio Sator

di Sergio Bocconi

MILANO — La Procura di Milano va avanti sul dossier relativo al gruppo Ligresti. Ieri il pm Luigi Orsi ha ascoltato come persona informata dei fatti Andrea Novarese, direttore generale di Premafin, la holding che controlla Fonsai. Nei giorni scorsi in Tribunale erano stati convocati i sindaci e i revisori, dopo la relazione del collegio in seguito alla denuncia presentata dal fondo Amber nell'ottobre scorso.
La Procura di Milano ha aperto in realtà il fascicolo lo scorso anno, e per il momento risulta indagato solo Salvatore Ligresti per ostacolo all'autorità di vigilanza. L'inchiesta però, che considera i tre livelli del gruppo (le holding familiari dei Ligresti, Premafin e Fonsai) con particolare attenzione alle operazioni interne a questo perimetro (dalle transazioni immobiliari alle superconsulenze a favore di Ligresti) e alla loro comunicazione al mercato, ad aspetti specifici del bilancio (in particolare relative per esempio alle riserve sinistri) e ai livelli crescenti di indebitamento, potrebbe prevedere altre ipotesi di reato: si va dal falso in bilancio all'aggiotaggio e all'insider trading. Un quadro che viene definito complesso e allarmante nel quale possono essere rintracciabili, secondo gli inquirenti, richiami a situazioni come il San Raffaele, Cirio o Risanamento. Non rientrano invece in alcun modo nell'intervento della Procura le operazioni di mercato, quindi né il progetto attualmente in corso di integrazione con Unipol né l'offerta di Palladio-Sator.
Fra l'altro il Consiglio di Fonsai, che lunedì ha approvato il fascicolo di bilancio con le integrazioni chieste dalla Consob, ha deciso di farsi affiancare da esperti indipendenti che «possano assistere la società nelle opportune analisi» dopo la relazione dei sindaci relativa alla denuncia Amber. Dalle integrazioni risulta fra l'altro che una parte importante dei 342 milioni di svalutazioni del portafoglio immobiliare sono riferibili a immobili e operazioni di sviluppo che vedono come controparte i Ligresti. Il gruppo ha svalutato per 101 milioni le strutture «turistiche-ricettive», categoria che comprende Atahotels e il porto di Marina di Loano.
L'inchiesta, ha detto ieri l'amministratore delegato Federico Ghizzoni, non dovrebbe avere riflessi sull'operazione con il gruppo assicurativo bolognese. «Per quanto è a mia conoscenza c'è un'analisi di quanto avvenuto in passato, ma non credo che questo impatti sui passaggi futuri. Contiamo sul fatto che i contatti tra Unipol e Fonsai proseguano. Non mi aspetto ritardi. In queste vicende non ci sono mai certezze, tuttavia per quanto ci risulta a oggi tutto procede in linea con le aspettative e i tempi previsti». Un portavoce di Premafin ha poi sottolineato che «non ci sono fatti nuovi in grado di modificare il percorso finalizzato alla realizzazione del progetto di integrazione con il gruppo Unipol. Proseguono con impegno le attività avviate a tal fine da parte di tutte le società coinvolte».
E in vista della scadenza del Consiglio e del collegio sindacale di Fonsai e dell'assemblea del 24 aprile chiamata a rinnovarlo, oggi si riunisce il Consiglio di Premafin per approvare i candidati che saranno compresi nella lista che verrà presentata in modo congiunto con Unicredit, socio di Fonsai con il 6,6%, in base all'accordo parasociale siglato lo scorso anno in occasione della prima ricapitalizzazione della compagnia. Non sembrano da attendersi particolari novità. Mentre è possibile che una lista di minoranza venga presentata da Palladio e Sator, azionisti di Fonsai con l'8% e sottoscrittori di un patto di consultazione che secondo l'Isvap ha le caratteristiche del «concerto». È possibile che oltre che per il board (dove è riservato un posto alle minoranze) i due investitori presentino anche una propria lista per il collegio sindacale, puntando in modo automatico alla presidenza.
 

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