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Due carte per rafforzare le aziende

Un aiuto alla crescita economica delle imprese sotto forma di premio fiscale alla capitalizzazione. Niente di più di un ritorno della Dual Income tax (Dit), rivista e corretta sotto una nuova veste per altro molto apprezzata e attesa dal mondo delle imprese. Non solo. Alla voce imprese, nel maxi-emendamento alla legge di stabilità, potrebbero esserci anche misure ad hoc per sostenere la ricerca, a partire da un credito d'imposta triennale dell'80% a chi assume ricercatori under 30. Ma anche la fissazione di un termine di 90 giorni per l'erogazione dei contributi pubblici alle imprese aggiudicatarie di un bando e il sì a una documentazione antimafia "light" per le aziende del settore.

Il bonus fiscale alla capitalizzazione così come le misure sulla ricerca potrebbero essere tra quelle candidate a entrare nella legge di stabilità attualmente all'esame della commissione Bilancio del Senato. L'Ace, già inserito come principio generale nella delega fiscale e assistenziale all'esame della commissione Finanze della Camera, nella sostanza consentirà alle imprese di dedurre dalla base imponibile Ires il rendimento figurativo del capitale di rischio. Almeno nelle intenzioni dell'Economia, l'intervento dovrebbe spingere le imprese alla capitalizzazione senza dover obbligatoriamente correre a misure eccessive di indebitamento.

Certo è che, al di là dello strumento su cui sarà imbarcato l'Ace, il nuovo incentivo alla capitalizzazione sarà operativo dal 2011, così come per altro prevede la lettera di impegni assunti con Bruxelles per uscire dalla crisi.

L'agevolazione, secondo le prime stime, potrebbe valere circa 1,5 miliardi di euro e dovrebbe applicarsi su base incrementale e sulla base di un plafond con l'applicazione di un'aliquota media sotto la quale non si potrà scendere. Inoltre, come aveva già suggerito negli anni passati la Commissione Biasco, non ci sarebbe più la doppia aliquota che aveva complicato e non poco la Dit. L'Ace, secondo lo stesso mondo delle imprese che l'aveva inserita tra le richieste formulate a fine settembre può favorire le nuove iniziative produttive, le aziende che si quotano, così come nei casi di operazioni straordinarie quali fusioni e incorporazioni.

Oltre alla capitalizzazione, come detto, si potrebbe puntare anche al rilancio della ricerca scientifica. Il nuovo credito d'imposta per l'assunzione a tempo indeterminato di ricercatori under 30, valido per i prossimi tre anni, potrebbe andare ad affiancare le altre agevolazioni già messe in campo con il decreto sviluppo del luglio scorso. Non solo. Per il bonus ricerca introdotto a luglio il Governo scrive nero su bianco che ne potranno beneficiare anche le imprese che finanziano progetti di ricerca e attività sviluppata da strutture interne, anche in collaborazione con università, enti pubblici di ricerca od organismi di ricerca.

Per il finanziamento del nuovo credito d'imposta dell'80% sulle assunzioni a tempo indeterminato di ricercatori under 30 (che scende al 50% per i contratti a tempo determinato) la «bozza» della norma circolata ieri pomeriggio indicava una dote di 40 milioni per ciascuno degli anni del triennio 2012-2014.

Il pacchetto ricerca potrebbe essere rimpolpato da una serie di semplificazioni invocate dal Miur: si va dall'erogazione dei contributi entro 90 giorni dal decreto di ammissione all'indicazione di un'azienda capofila nei rapporti tra gruppi o reti d'impresa con il ministero, fino alla previsione che, per accedere ai progetti di ricerca, basta la visura camerale con la dicitura antimafia anziché il certificato vero e proprio.
 

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