Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Due anni in trincea rispettati tutti gli impegni»

BRUXELLES — Una rivendicazione, un’autocritica, e anche una dura critica al passato governo Berlusconi: c’è tutto questo, nella lettera che Mario Monti ha consegnato ai leader europei all’inizio del summit di Bruxelles. Una sorta di testamento politico.
Con uno sguardo preoccupato gettato sul futuro: in Italia «il sostegno dell’opinione pubblica per le riforme e — cosa ancor più preoccupante — nei confronti della stessa Unione Europea, sta subendo un drammatico declino: una tendenza che è visibile anche in molti altri paesi dell’Unione». Poi l’autocritica: «l’esperienza italiana mostra che la pressione dei mercati e gli imperativi di finanza pubblica rappresentano una spinta necessaria per avviare riforme a lungo rinviate, ma che è necessaria una strategia più articolata per garantire il successo di un processo di aggiustamento economico che si dipana lungo un arco temporale prolungato».
I destinatari della lettera sono tutti i 27 capi di Stato e di governo della Ue, il presidente della Bce Mario Draghi, i presidenti del Consiglio e della Commissione Europea Herman Van Rompuy e José Manuel Barroso, e quello dell’Eurogruppo, Jedroen Dijsserlbloem.
Il Professore comincia da ciò che ha trovato all’inizio: «Nella seconda metà del 2011, l’Italia era percepita come il maggiore fattore di rischio nell’area dell’euro…». Poi, la stilettata a Silvio Berlusconi: «Nel tentativo di ripristinare rapidamente la fiducia dei mercati, il precedente governo aveva accettato una serie di impegni molto stringenti fissati dalla Commissione e dalla Bce, con riguardo al consolidamento del bilancio e nelle riforme strutturali. In particolare, l’obiettivo del pareggio di bilancio, normalmente previsto per il 2014, era stato anticipato al 2013». Come dire: Berlusconi aveva allungato troppo la gamba. Ma «nonostante gli impegni molto ambiziosi, la pressione dei mercati non si è ridotta. Alla luce delle crescenti preoccupazioni dell’Ue e dei mercati stessi, nonché dei crescenti contrasti all’interno della sua coalizione, il governo di allora ha dovuto dimettersi».
Ecco il passaggio delle consegne: «All’atto dell’insediamento il 16 novembre 2011, l’attuale governo ha confermato tutti gli impegni, ivi compreso il pareggio di bilancio strutturale nel 2013». Il racconto si trasforma in rivendicazione del proprio operato: «Dal novembre 2011, l’Italia ha perseguito con determinazione tutti gli obiettivi politici fissati dall’Unione Europea. Abbiamo riportato le finanze pubbliche su un percorso sostenibile… Nel 2013, sulla base delle ultime previsioni della Commissione, l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio in termini strutturali».
Roma ha dunque «riacquistato la fiducia dei mercati e degli investitori», senza chiedere proroghe per la riduzione del deficit. «Tuttavia, come è noto, intercorre un significativo lasso di tempo tra il momento in cui si adottano le riforme strutturali e quello in cui si manifestano i benefici». Infine un auspicio per il futuro: «A questo punto, crediamo che l’Italia, che ha rigorosamente rispettato tutti gli impegni presi, dovrebbe oggi poter utilizzare ogni possibile e ulteriore margine consentito dal Patto per attuare immediatamente un piano di sostegno alla creazione di posti di lavoro stabili e di migliore qualità». Ma tutto questo, naturalmente, riguarderà un altro governo.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vogliono trasformare Wall Street nella loro foresta di Sherwood. E per mantenere la promessa di rub...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il cloud sovrano dove migrare i dati informatici della Pubblica amministrazione sarà gestito solo ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se fosse ancora necessario, nelle prossime settimane dal palazzo più importante della giustizia it...

Oggi sulla stampa