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Due anni di cassa a Melfi Fiat: “Ristrutturazione rapida” Fiom denuncia un taglio dei posti

Cassa integrazione per ristrutturazione a Melfi, dall’11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014. Sarà una cassa a rotazione e durerà meno della richiesta formale di due anni: «Faremo in modo di accorciare i tempi il più possibile», dice Sergio Marchionne al Salone di , sorpreso anch’egli dalla durata della cassa richiesta dai suoi uffici sindacali. «Di quei modelli abbiamo bisogno in fretta», spiega l’amministratore delegato aggiungendo che «il primo dovrà uscire nel terzo trimestre 2014 e il secondo nel trimestre successivo ». Si tratta della 500X e di un altro piccolo Suv a marchio Jeep. La cassa integrazione non fermerà lo stabilimento che continuerà a produrre la Grande Punto.
Per tutta la giornata l’annuncio della Fiat veicolato dai sindacati che avevano ricevuto la comunicazione, genera allarme e commenti. Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, chiede l’intervento del governo. Il segretario della Fiom, Maurizio Landini si dice preoccupato per «la riduzione dell’occupazione a Melfi». Landini non si riferisce all’annuncio della cassa integrazione ma al fatto che ad oggi non è chiaro se e dove verrà realizzata l’erede dell’attuale Grande Punto. Se venisse prodotta altrove (i rumors ipotizzano la Turchia o la Serbia), Melfi dovrebbe legare le sue possibilità di mantenere la piena occupazione al successo dei due piccoli suv. Meno preoccupati i leader dei sindacati che hanno firmato gli accordi con l’azienda che giudicano «un fatto positivo che la cassa integrazione sia determinata dall’arrivo di nuovi investimenti e la produzione di nuovi modelli». È questa la posizione del segretario della Uil, Luigi Angeletti. Per il responsabile della Fim Cisl, Ferdinando Uiliano «è ora di smetterla con le letture politiche. A Melfi partono gli investimenti».
Solo nel pomeriggio le spiegazioni di Torino sul fatto che la cassa sarà a rotazione e che durerà meno di quanto formalmente previsto hanno spento gli allarmismi. La ristrutturazione di Melfi durerà realisticamente un anno e mezzo, il tempo che è stato necessario per allestire la linea della Nuova Punto a Pomigliano. La novità semmai è l’introduzione del sistema della cassa a rotazione, una soluzione che tradizionalmente
gli uffici sindacali della Fiat non hanno mai amato. In questo caso invece viene adottata, come dichiara un portavoce, «per garantire una presenza equilibrata tra tutti i dipendenti».
Lontano dagli echi polemici che arrivano dall’Italia, a Detroit Marchionne cerca di tessere rapporti con quell’Asia che fino ad oggi ha riservato al Lingotto più amarezze che soddisfazioni. E raggiunge un importante risultato con i cinesi della Gac, già partner nella realizzazione della Viaggio. Dopo giorni di rumors e parziali smentite, viene ufficializzato l’accordo per produrre la Jeep in Cina. Un comunicato
congiunto delle due società parla della decisione di «localizzare la produzione del marchio Jeep» per la sola Cina. La lettera d’intenti non dice in quale stabilimento verranno prodotte le Jeep. Fonti di Auburn Hills precisano che in ogni caso non verranno prodotti in Cina i modelli Compass e Grand Cherokee.
La produzione in Cina di modelli della Jeep ha per gli americani un indubbio significato simbolico. E sul timore che «gli italiani » trasferissero a Pechino la produzione dei suv più venduti al mondo, aveva puntato un disperato Mitt Romney per raddrizzare le sorti della campagna elettorale presidenziale. In realtà la scelta di produrre in Cina le Jeep destinate a quel mercato nasce da esigenze doganali e dal fatto, non secondario, che ormai quello cinese è il più grande mercato dell’auto al mondo.

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