Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi: vogliamo la Grecia nell’euro

FRANCOFORTE
La Banca centrale europea dice no all’uscita della Grecia dall’euro, ma, ammette il suo presidente Mario Draghi, tocca ad altri decidere.
Draghi ha ripetuto ieri la posizione che ha sempre sostenuto in questi mesi, anche per correggere la sensazione che la Bce in qualche modo fosse pronta ad accettare la rottura dell’eurozona, alimentata dall’interpretazione di alcune dichiarazioni di governatori nei giorni scorsi. Della «difficile situazione» della Grecia, il presidente dell’Eurotower ha detto che «dato che il Trattato non prevede nulla riguardo a un’uscita, non è una questione che tocchi alla Bce decidere. Mentre la banca continuerà a rispettare il proprio mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine in linea con il Trattato e conservare l’integrità del nostro bilancio, voglio affermare che la nostra forte preferenza è che la Grecia continui a stare nell’area dell’euro».
La Grecia resta chiaramente al centro delle preoccupazioni della Bce, il cui consiglio si è riunito martedì sera a Francoforte, presente anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Ieri erano circolate sui mercati voci, che non hanno trovato conferma, secondo cui la Bce, per limitare il contagio del caso Grecia, aveva ripreso gli acquisti di titoli di Stato spagnoli. E più tardi ha causato una certa agitazione un’informazione di agenzia secondo cui la Bce avrebbe sospeso l’attività di finanziamento ad alcune banche greche. In realtà, queste banche sono passate a ricevere liquidità dalla Banca centrale greca, dallo sportello di emergenza (Ela), in quanto, in seguito alla recente ristrutturazione del debito greco, si sono trovate seriamente sottocapitalizzate. I fondi per la ricapitalizzazione, 25 miliardi di euro, fanno parte del programma di aiuti forniti ad Atene dall’Europa e dal Fondo monetario, concessi attraverso il fondo salva-Stati Efsf. Una volta completata la ricapitalizzazione, che secondo fonti monetarie dovrebbe avvenire in tempi brevi, queste banche otterranno nuovamente accesso alle normali di rifinanziamento dell’eurosistema. La Bce ha inoltre confermato ufficialmente che continua a sostenere le banche greche.
L’incertezza sulla Grecia continua peraltro a essere alimentata da interventi diversi, nonostante al loro vertice di martedì sera il cancelliere tedesco Angela Merkel e il neo presidente francese François Hollande abbiano aperto alla possibilità di aiutare Atene anche con misure che ne favoriscano la crescita, fermo restando, ha ricordato la signora Merkel, il rispetto del programma concordato in cambio degli aiuti. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato ieri di «non voler fare previsioni» se la Grecia sarà ancora nell’euro da qui a dieci anni. All’esterno dell’Unione monetaria, il governatore della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha sostenuto che le autorità inglesi sono al lavoro su un piano di emergenza in caso di uscita di un Paese dell’euro. Nei giorni scorsi, anche il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, aveva detto che l’istituzione di Washington deve essere pronta per ogni evenienza. Il primo ministro britannico David Cameron ha detto ieri che l’Europa deve aumentare le risorse del proprio “firewall”, la barriera anti-contagio, se non vuole rischiare una rottura dell’eurozona.
Intervenendo a Francoforte, alla stessa conferenza cui ha partecipato Draghi (e che ha dovuto essere spostata fuori Francoforte per evitare l’assedio dei dimostranti anti-austerità e anti-capitalismo radunati attorno al grattacielo della Bce da ogni parte d’Europa per un programma di quattro giorni di manifestazioni), il commissario europeo, Joaquin Almunia, ha a sua volta sottolineato l’opportunità degli eurobond, un’idea rilanciata all’incontro franco-tedesco da Hollande, secondo cui tutte le opzioni devono essere sul tavolo, ma inaccettabile per Berlino.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa