Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi va in tv e parla ai tedeschi «Aiutiamo l’euro non gli Stati»

«Non interverremo usando il piano di acquisto dei titoli sovrani Omt per salvare un Paese dall’insolvenza, bensì per preservare la moneta unica comune». A poche ore di distanza dall’apertura del procedimento davanti alla Corte costituzionale tedesca previsto per oggi a Karlsruhe, Mario Draghi è intervenuto ieri sera nella seconda emittente televisiva Zdf , per rassicurare i tedeschi e sciogliere gli ultimi dubbi sulle intenzioni della Banca centrale europea. Sostenuto in questo anche dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, sceso in campo ieri per chiarire che «le decisioni della Bce sono protette dalla sua indipendenza, rientrano nel mandato» assegnatole, e sono efficaci, anche se, ha aggiunto, «essa non può risolvere ogni problema». Per questo gli Stati in difficoltà — come ha ricordato anche Draghi — devono attuare le riforme e proseguire nel risanamento dei conti.

Il presidente della Bce ha anche sostenuto che «il rischio dei contribuenti tedeschi oggi è molto inferiore a quello di un anno fa», perché la situazione nei mercati finanziari è molto migliorata anche grazie al piano di acquisti Omt («outright monetary transactions»), che da oggi sarà all’esame dell’Alta corte per la verifica sulla costituzionalità. Fra oggi e domani saranno chiamati come esperti il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il membro tedesco del board in Bce Jörg Asmussen, un rappresentante dello scudo anti-spread Esm e altri sei docenti di politica economica. Ed è sintomatico, come si sostiene in ambienti economici, che questi ultimi siano quasi tutti euroscettici. Come sono stati presentati da euroscettici di lunga data, come Joachim Starbatty o Wilhelm Noelling o Peter Gauweiler i sei ricorsi alla Corte contro gli Omt, nei quali si sostiene che la Bce ha oltrepassato il suo mandato, finanziando gli Stati e esternando timori per le finanze tedesche.

«Ho piena fiducia nell’indipendenza della Corte Costituzionale tedesca», ha detto ieri Draghi, e nella «sua capacità di decidere in modo giusto sui consigli che le stanno arrivando da più parti». Il presidente della Bce ha anche «garantito» che la Bce «non utilizzerà un tasso di inflazione più elevato per uscire dalla crisi» e ha sottolineato che, in fondo, per il programma Omt «non si è speso un solo euro, fino ad ora». Perché il «bazooka», come l’hanno denominato i mercati, non è mai stato applicato, in quanto è legato a una richiesta di aiuto da parte degli Stati in difficoltà, e a piani di risanamento duraturo. In ogni caso la Bce si propone di agire «per rimuovere solo la parte degli spread che ha a che fare con la crisi di fiducia nell’euro», ha aggiunto. «Condividiamo con la Bundesbank lo stesso obiettivo della stabilità dei prezzi. Ma dobbiamo applicarlo a tutti i Paesi dell’area euro, non ad uno solo. Quindi abbiamo lo stesso obiettivo ma gli strumenti sono diversi».

A sostegno del piano Omt si è pronunciato anche Asmussen: se «il programma di acquisto venisse ritirato avrebbe conseguenze gravi nei mercati», ha detto ieri al quotidiano Bild . Il piano, ha ricordato, è stato lanciato «perché si doveva dire agli speculatori di non sfidare la Bce» e che «l’euro viene difeso», e che il programma era «economicamente necessario, legalmente permesso e efficace».

I mercati, rimasti volatili, ma non per le discussioni eclettiche sulla Corte, hanno chiuso in calo — Milano ha perso lo 0,81% — tranne Francoforte, e lo spread Bund-Btp è risalito a 272 punti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L'acquisto della banca senese potrebbe permettere al gruppo milanese di ridurre la distanza dal lead...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni l’attenzione dei commentatori politici è stata focalizzata sulle modalità di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo Conte bis è entrato in crisi proprio quando alcuni dossier economici di capitale importa...

Oggi sulla stampa