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Draghi tranquillizza i mercati

La Bce non ha discusso del tapering, il ritiro graduale del Quantitative Easing, e nemmeno di una possibile estensione degli interventi. Mario Draghi ha sgombrato il campo dalle voci che circolavano alla vigilia del direttivo dell’Eurotower, il penultimo di quest’anno, chiarendo che lo scenario dei prossimi mesi verrà delineato a dicembre: allora l’istituto centrale potrà disporre delle nuove previsioni economiche che copriranno anche il 2019.

Draghi era consapevole che alcuni paletti erano già piazzati: tutti i tassi restano invariati; il refi, tasso di rifinanziamento pronti contro termine, rimane a zero; il tasso sui depositi, quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, è negativo a -0,40%; il tasso marginale è fermo a +0,25%.
Il portavoce della Bce ha aggiunto che «i tassi chiave resteranno agli attuali livelli, o più bassi, per un prolungato periodo di tempo» e che il programma mensile di acquisti di titoli per 80 miliardi di euro «durerà fino alla fine di marzo 2017 o anche oltre, se necessario: in ogni caso, fin quando l’inflazione non sarà in linea (con gli obiettivi di medio termine, ndr)».

Nel suo intervento Draghi ha osservato che l’economia dell’Eurozona continua a procedere a un «passo moderato ma stabile», che i rischi sulla crescita restano orientati al ribasso e che l’inflazione rimarrà bassa nonostante l’aumento del prezzo del petrolio. Il quadro, dunque, è incerto. Meglio fare chiarezza. «Sul tapering si è dato credito a qualcuno che non era informato sull’esatto stato della situazione», ha affermato il numero uno della Bce. Di estensione del programma di acquisti «non si è discusso», ma una «brusca fine» del Qe è «improbabile».

Per il resto, Draghi non si è sbilanciato, limitandosi a riferire che sul tavolo si trovano diverse opzioni, tra cui un’estensione del programma: «A dicembre sarà possibile delineare meglio le scelte dei prossimi mesi». Infine, due osservazioni sul sistema bancario. La prima riguarda il bail-in: «C’è abbastanza flessibilità per adattarsi a una larga varietà di casi». La seconda per assicurare che l’Eurotower non nutre particolari preoccupazioni per il calo della domanda di prestiti in Italia e in Spagna.

Giacomo Berbenni

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