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Draghi: Tim, priorità su fibra e occupazione

Riparte in Borsa la corsa di Tim, salita ieri del 15,6% arrivando a 0,497 centesimi, a un soffio dagli 0,5o5 centesimi indicati da Kkr nella sua manifestazione di interesse. La corsa è ripresa in seguito alle voci di un possibile ritocco del prezzo da parte del fondo Usa, che tuttavia ha smentito al momento questa possibilità. L’Opa è solo allo stadio di manifestazione di interesse e dunque non è ipotizzabile nulla. Ieri sul tema è intervenuto il premier Mario Draghi, «Siamo ancora ai primissimi passi in cui molte cose devono essere valutate, quello che il governo ha fatto e che ha detto è che ha tre priorità nell’analizzare questa offerta e il futuro di Tim: la protezione dell’occupazione, la seconda è la protezione della tecnologia, di grandissimo valore, che è all’interno del gruppo Tim sotto le varie società, la terza è la protezione della rete». Il governo «valuterà questa offerta, è una decisione di straordinaria importanza. Per questo motivo l’esecutivo ha creato un comitato nella gestione delle telecomunicazioni». Draghi, secondo diversi osservatori, in questo modo ha voluto ribadire che del dossier si occupa Palazzo Chigi.

La proposta di Kkr tornerà domani sul tavolo del consiglio di Tim. La riunione chiesta dai sindaci e dai consiglieri in quota Vivendi, a cui si sono accodati altri componenti del board, potrebbe rivelarsi cruciale per l’assetto di management del gruppo. La media company di Vincent Bolloré continua a tessere la tela per arrivare a sfiduciare l’amministratore delegato, Luigi Gubitosi. La situazione viene definita ancora «fluida» da chi conosce le vicende. Ieri è girata voce di un possibile rinvio del consiglio, rimasta senza conferma.

Per portare a segno la sua manovra, Vivendi deve essere certa di avere il consiglio dalla sua parte, non avendo la maggioranza nel board. Dunque se non riesce a blindarla prima, una mozione di sfiducia rischierebbe di non passare. Oggi è in programma una riunione congiunta del collegio sindacale e del comitato Controllo e rischi di Tim, per analizzare l’andamento attuale e prospettico del gruppo telefonico, di cui era stato chiesto conto nel corso dell’ultimo board dell’11 novembre quando è iniziato l’accerchiamento a Gubitosi. Il collegio sindacale (dove su 5 sindaci 3 sono stati nominati da Vivendi) verificherà in particolare l’allineamento tra le stime prospettiche basate sugli ultimi numeri dell’azienda e i target indicati. Si tratta di un passaggio molto delicato in vista della riunione di domani.

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