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Draghi, tassi zero per la crescita

ROMA La Banca centrale europea aumenta la potenza di fuoco del suo “bazooka” per stimolare la crescita. A un anno dalle decisioni volte a immettere liquidità nei mercati, la Bce ha adottato ieri nuovi provvedimenti espansivi. Lo ha fatto nel Consiglio direttivo dove le decisioni sono state prese a «maggioranza schiacciante», ha sottolineato il presidente Mario Draghi, ma senza la partecipazione del presidente della banca centrale tedesca Jens Weidmann, sicu-ramente contrario, che però, per il meccanismo di rotazione dei diritti di voto, non ha potuto votare.
La Bce, che negli ultimi 12 mesi ha acquistato titoli di Stato nell’area euro per 60 miliardi al mese, lo farà, a partire da aprile, per 80 miliardi al mese. E gli acquisti saranno estesi, per la prima volta, alle obbligazioni emesse dalle imprese a patto che abbiano un rating adeguato (investment grade). Sarà «un comitato a decidere quali imprese sono candidabili», ha precisato Draghi. La Bce ha inoltre tagliato, con effetto dal prossimo 16 marzo, i tre principali tassi di interesse: il tasso di rifinanziamento dallo 0,05% a zero; quello sui depositi da -0,3% a -0,4% e quello sulla liquidità a brevissimo termine dallo 0,3% allo 0,25%.
Per favorire il credito alle imprese e alle famiglie, la Bce ha anche deciso di lanciare 4 nuove operazioni Tltro (Targeted long term refinancing operations) cioè prestiti a lungo termine (4 anni) alle banche a tassi che potranno scendere fino a -0,4%. Il tasso sarà tanto più vantaggioso per le banche quanto più queste allenteranno i cordoni del credito. Le 4 Tltro si svolgeranno da giugno 2016 a marzo 2017. E fino a marzo 2017 durerà il programma di acquisti mensili di titoli.
Basterà il bazooka rafforzato a centrare gli obiettivi fissati un anno fa dalla stessa Bce? Proprio ieri la Banca centrale ha corretto al ribasso le stime, quasi a dimostrare la necessità di potenziare gli interventi. La crescita del prodotto interno lordo nell’eurozona nel 2016 è stata rivista dall’1,7% stimato a dicembre all’1,4%. L’inflazione addirittura dall’1% allo 0,1%, lontanissima quindi dall’obiettivo vicino al 2% della stessa Bce. Draghi ha anche invitato a riflettere sulle conseguenze dell’inazione che avrebbe voluto la Bundesbank — e non a caso è ricorso al tedesco: «Immaginate se non avessimo fatto niente, avessimo incrociato le braccia dicendo “nein zu allem”, no a qualsiasi cosa. Oggi ci ritroveremmo con una disastrosa deflazione». E a chi maliziosamente gli chiedeva se le decisioni fossero state prese nell’interesse dell’Italia, ha risposto: «Quando discutiamo lo facciamo con in mente non un singolo Paese, ma l’intera eurozona». Ma le prime reazioni che arrivano dalla Germania sono negative. «Per il popolo tedesco è una catastrofe», dice il presidente della Bga, confederazione del commercio estero, Anton Boerner, mentre per il presidente dell’istituto economico Ifo, Hans-Werner Sinn, la Bce porta avanti una politica «per il salvataggio di banche zombie e Stati vicini al fallimento». Il taglio dei tassi e il potenziamento del Quantitative easing sono andati oltre le aspettative. Le Borse hanno reagito inizialmente con un balzo che poi si è annullato. Piazza Affari ha chiuso con un -0,5%. Peggio Parigi (-1,7%), Francoforte (-2,31%) e Londra (-1,78%). Euro in rialzo a a 1,08 dollari.

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