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Draghi: tassi cresciuti solo in Italia

In un momento di nervosismo nella maggioranza che sostiene il governo Conte quanto alla prossima Finanziaria, il presidente della Bce Mario Draghi è tornato ieri a dirsi preoccupato da un dibattito che ha un impatto notevole sui mercati finanziari e quindi sul costo del debito per imprese e famiglie.
«Come ho detto la settimana scorsa – ha spiegato il banchiere centrale, rispondendo a una domanda dinanzi al Parlamento europeo qui a Bruxelles -, occorre aspettare i fatti, ovvero la presentazione del disegno di legge di bilancio e la discussione parlamentare. Entrambi sono importanti e delicati. Ho detto (di recente, ndr) che le parole hanno fatto danni perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di quelli di prima».
Il presidente dell’istituto monetario ha offerto ai deputati europei interessanti cifre: da aprile in poi – ossia sulla scia delle elezioni legislative del 4 marzo – le banche hanno aumentato il costo dei prestiti alle piccole imprese e alle famiglie (credito al consumo) di circa 20 punti base. Per quanto riguarda le emissioni obbligazionarie delle grandi imprese, sempre in Italia i costi sono aumentati di 64 punti base.
«Non sono solo i tassi del credito bancario ad essere aumentati – ha aggiunto – ma sono diventate più esigenti le condizioni relative alle garanzie e alle clausole contrattuali. Questa è la situazione. Mentre le imprese degli altri paesi continuano a pagare tassi che erano quelli di prima, forse anche più bassi». Draghi ha imputato l’aumento dei tassi a un dibattito di politica economica dall’esito incerto e dai propositi poco rassicuranti per un paese indebitato come l’Italia.
Sul fronte di politica monetaria, il banchiere centrale ha poi notato un aumento dell’inflazione «relativamente vigoroso» nella zona euro, prevedendo un incremento medio annuo dei prezzi dell’1,7% ogni anno da qui al 2020. Infine, ha negato favoritismi all’Italia: «La Bce non ha fornito prestiti, la Bce ha comprato i titoli sovrani in ogni Paese a seconda della chiave di sottoscrizione dei capitali della Bce, facciamo una politica monetaria in tutti Paesi, non in uno o in un altro».

Beda Romano

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