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Draghi: strategia Bce credibile e pragmatica

di Ivo Caizzi

STRASBURGO— Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, candidato unico per la presidenza della Banca centrale europea (Bce), ha annunciato di voler mantenere a Francoforte la tradizionale politica monetaria improntata sul controllo dell’inflazione, come è nelle aspettative della Germania e di vari Paesi dell’Eurozona. È emerso dalle sue risposte scritte alla commissione Affari economici dell’Europarlamento sul suo programma alla Bce, circolate nella sessione a Strasburgo in vista della audizione pre-nomina davanti agli eurodeputati fissata per il 14 giugno a Bruxelles. Draghi ha allontanato le ultime riserve tedesche sull’influenza anglo-Usa nel suo eccellente curriculum professionale anche considerando non realistica l’emissione di eurobond e aprendo alle sanzioni automatiche per gli Stati dell’Eurozona con i conti pubblici fuori controllo. Ha espresso scetticismo sull’introduzione di una tassa anti-speculazione sulle transazioni finanziarie. Ma nel suo scritto non poteva prevedere che ieri a Strasburgo gli eurodeputati conservatori hanno cambiato linea, consentendo l’approvazione della proposta degli eurosocialisti di ricorrere a questo prelievo fiscale. «Il fatto che le aspettative inflazionistiche siano rimaste molto stabili durante la crisi finanziaria, quando alcuni commentatori dipingevano scenari deflazionistici— ha scritto Draghi —, può essere visto come un indicatore della credibilità della politica monetaria della Bce. Alla luce di questo non c’è motivo di introdurre cambi nel modo in cui abbiamo condotto la politica monetaria negli ultimi 12 anni» . Il governatore ammette che il contenimento dei prezzi sui beni di consumo non ha avuto effetto sull’inflazione relativa alle bolle immobiliari e nei mercati finanziari. Definisce una «nuova sfida» per le banche centrali «monitorare gli squilibri monetari e creditizi» , in modo da poter intervenire prima e non «ex post» . Ma esclude che la Bce possa usare una politica monetaria espansiva per rispettare il suo secondo obiettivo istituzionale di contribuire alla crescita e favorire la piena occupazione. «Il mandato principale della Bce di assicurare la stabilità dei prezzi nel medio termine — ha sostenuto Draghi — è il contributo primario che la politica monetaria può dare alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’Eurozona» . Dollaro Usa «forte e stabile» e «graduale apprezzamento reale» del renminbi cinese sono altri due auspici nel segno della continuità. Netto è stato il richiamo a potenziare il coordinamento delle politiche di bilancio. Ha ammonito a non attuare l’ipotesi di ristrutturazione del debito greco perché «i costi sarebbero superiori ai benefici » anche in relazione ai titoli di Atene forniti come garanzia nel sistema bancario. Draghi vuole mantenere la riservatezza sui verbali del consiglio Bce e negli acquisti di titoli di Stato e obbligazioni bancarie garantite, che spesso sostengono il settore creditizio. Ha promesso grande attenzione sul sistema bancario ombra e a procedere in modo «pragmatico» . Come sfida principale annuncia l’uscita dalle misure d’emergenza varate durante la crisi. Nessun problema però vede nell’ingente importo di titoli dei Paesi a rischio accumulati dalla Bce durante la crisi.

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