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Draghi, sprint su aperture e Pnrr Ancora scontro sul coprifuoco

Il decreto sulle riaperture arriverà già oggi, poi toccherà al Recovery plan e al Sostegni II su cui domani si vota lo scostamento da 40 miliardi. Mario Draghi non intende cambiare la tabella di marcia. E neppure i contenuti del provvedimento che da lunedì consentirà di tornare al ristorante a pranzo e cena, sia pure solo all’aperto. Il pressing di Matteo Salvini per posticipare il coprifuoco «almeno» alle 23 e consentire il servizio anche al chiuso per ora sembrerebbe non aver avuto successo anche se oggi certamente i ministri della Lega torneranno alla carica in Cdm. Il premier attraverso la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha invece accolto la richiesta di una maggiore gradualità nel ritorno a scuola per le superiori chiesta dalle Regioni ma poco altro. Questo non significa che di qui al 31 luglio – data di scadenza delle misure e dello stato di emergenza – non ci saranno cambiamenti. Anzi, è abbastanza probabile. Ma per la stessa ragione non si può neppure escludere che possano essere di carattere restrittivo. Ipotesi al momento non presa in considerazione dal premier che sul «rischio ragionato» ha puntato moltissimo. Se non tutto.

Per Draghi lo scostamento che verrà approvato oggi deve infatti essere l’ultimo. In caso contrario, i numeri del Def appena varato salterebbero, perché servirebbero altri sostegni. L’arma più forte restano i vaccini su cui il presidente del Consiglio si sta impegnando personalmente (si parla di colloqui dello stesso Draghi con i Ceo di alcune bigpharma) sia per garantire l’approvvigionamento che per avviare la produzione autoctona. Che sia sufficiente non è però scontato. Per questo parallelamente bisogna correre anche sul fronte ripresa. Ieri il premier ha concluso il confronto con partiti e parti sociali e domani o al massimo venerdì il Piano nazionale di ripresa e resilienza verrà licenziato dal Cdm in vista del pronunciamento del Parlamento e della presentazione a Bruxelles la prossima settimana. Il Pnrr – ha detto ieri il premier nel corso degli incontri – si regge su «tre pilastri». Il primo sono le semplificazioni, che saranno oggetto di uno o più provvedimenti ad hoc per accelerare i tempi del via libera ai progetti e per la loro realizzazione. Il secondo pilastro sono le riforme, a partire da quella della Pubblica amministrazione, del Fisco e della Giustizia. Infine, la trasparenza, ha sottolineato Draghi che ha definito «fondamentale» il rapporto con le parti sociali. Quanto alla governance sarà anch’essa oggetto di un decreto che verrà presentato successivamente e che porterà a un confronto acceso per decidere chi parteciperà. L’unica certezza è che la regia sarà di Palazzo Chigi e dell’Economia. Tra i capitoli fondamentali quello sanitario. La cifra dedicata dovrebbe essere di almeno 25 miliardi e sarà utilizzata anzitutto per rafforzare la medicina territoriale, rivelatasi uno dei punti deboli nella lotta al Covid che va affrontato subito perché «non sappiamo» quanto durerà la pandemia né «quando ci colpirà» un nuovo virus, ha detto ieri Draghi in vista del Global Health Summit che sarà ospitato dall’Italia il 21 maggio.

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