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Draghi: siamo pronti a nuovi tagli

Attenzione al mix della politica di bilancio: servono «riduzioni di tasse e di spesa pubblica corrente per contenere gli inevitabili effetti recessivi dell’azione di risanamento» e occorre badare di più all’equità e ai crescenti problemi dei più deboli.
È densa di tematiche sociali e anche di messaggi al nuovo governo la “lectio magistralis” pronunciata ieri dal presidente della Bce, Mario Draghi nell’aula magna della Luiss di Roma, in occasione del conferimento di una laurea honoris causa in Scienze politiche. Accanto ai riferimenti alla politica monetaria europea che, ribadisce, «resterà accomodante» anche perché il Governing council è pronto ad eventuali nuovi tagli dei tassi di interesse se la situazione dell’area euro lo rendesse necessario, Draghi ha battuto a lungo sull’esigenza di ricercare una maggiore coesione nella società: l’alta disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha rimarcato, in alcuni Paesi europei «ha raggiunto livelli che incrinano la fiducia in dignitose prospettive di vita e che rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive». «È indubbio che una crescita duratura – ha aggiunto Draghi – sia condizione essenziale per ridurre la disoccupazione, in particolare quella giovanile». Draghi ha poi parlato della necessità di «adeguare» l’intero modello di welfare europeo alle sfide poste dalla globalizzazione e dalla demografia. Inoltre ha chiesto riforme volte «allo sviluppo di un singolo mercato europeo del lavoro e che affermino un criterio di solidarietà condiviso». Solidarietà ed equità che hanno rappresentato un altro punto chiave del suo intervento.
Serve «una più equa partecipazione ai frutti della produzione della ricchezza», perché così facendo si «contribuisce a diffondere la cultura del risparmio, e dunque della compartecipazione». Secondo Draghi, i governi devono puntare alla coesione sociale innanzitutto «rimuovendo le barriere che limitano le opportunità degli individui di perseguire i loro progetti, che ne fanno dipendere i percorsi di vita dalle origini familiari. Nell’eliminazione delle posizioni di rendita – ha detto – le riforme strutturali assumono un significato più ampio di quello di mero strumento per la crescita»
A Draghi, festeggiato ieri dai molti esponenti della comunità accademica e imprenditoriale presenti per il suo ruolo di “innovatore istituzionale” della policy europea, sono arrivate anche le congratulazioni del presidente della Repubblica :«Nella sua attuale fondamentale funzione di Presidente della Bce – ha scritto Giorgio Napolitano – è punto di riferimento sicuro per una nuova prospettiva di avanzamento anche politico del processo di integrazione e di rilancio degli ideali europeistici». Napolitano ha inviato dunque «il mio più vivo augurio, con sentimento di antica stima e amicizia» e in serata ha anche ricevuto al Quirinale il presidente della Bce. Lui, nell’aula magna del l’Università, ringrazia commosso per «l’abbraccio affettuoso» della sala. Poi, ribadisce le indicazioni dell’ultimo consiglio Bce,in particolare la porta aperta a eventuali nuovi tagli dei tassi di interesse.
«Siamo pronti ad agire se le condizioni lo richiederanno», ha detto. La scorsa settimana, come si sa, la Bce ha tagliato di 0,25 punti percentuali il principale tasso di riferimento, al minimo storico dello 0,50 per cento.«Il Consiglio direttivo – ricorda inoltre Draghi – ha deciso per la prima volta di guardare in maniera aperta alla possibilità di ridurre il tasso di interesse sulla facility dei depositi al di sotto dello zero. Ci sono molte complicazioni, conseguenze di cui tenere conto che vanno studiate con attenzione, ed il Consiglio direttivo ha deciso di studiarle, di analizzarle in modo da essere pronto ad agire se fosse necessario. Inoltre, guarderemo a tutti i dati sull’economia dell’area del l’euro che si renderanno disponibili nelle prossime settimane e, se necessario, siamo pronti ad agire ulteriormente».

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