Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi: segnali di ottimismo in Europa

Il presidente della Banca centrale, Mario Draghi, deve aver pensato che la miglior difesa è l’attacco. Spesso nel mirino in Germania, da parte della Bundesbank, dei media e anche di esponenti della maggioranza di Governo, ha scelto ieri l’assemblea degli imprenditori tedeschi a Berlino per ricordare che la Germania e la sua industria sono fra i grandi benficiari dell’euro e che l’opzione di dire “no a tutto”, un trasparente riferimento alla posizione irremovibile della Banca centrale tedesca, è oggi più rischiosa dell’azione proposta dalla Bce per riportare alla normalità la situazione dei mercati finanziari dell’area euro. L’Eurozona sta facendo progressi e gli investitori lo riconoscono, ha detto il presidente della Bce.
Draghi ha lanciato anche un messaggio cautamente ottimista: «Ci sono numerose ragioni per essere positivi sulla direzione in cui sta andando l’area dell’euro», ha detto, ripetendo però, come fa sempre, che per ottenere questo risultato è necessario che i Governi insistano sulla strada delle riforme. Ci sono segni di un miglioramento dei mercati, ha osservato il numero uno dell’Eurotower, e l’economia, dopo essere stata piatta nella prima metà del 2012, dovrebbe tornare a crescere l’anno prossimo.
Il presidente della Bce ha incassato ancora una volta l’appoggio del cancelliere Angela Merkel, con la quale ha avuto un incontro e il cui portavoce alla fine ha diffuso una nota dicendo che i due si sono trovati «d’accordo sulla necessità in Europa di dare impulso alle riforme per migliorare la competitività e ristabilire la fiducia». La prossima tappa della controffensiva di Draghi sarà un incontro con i parlamentari della Commissione bilancio del Bundestag, dove si è praticamente autoinvitato nelle scorse settimane dichiarando di essere disponibile ad andare a spiegare le proprie ragioni.
Le nuove misure della Bce, il piano Omt per l’acquisto di titoli del debito dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, annunciato all’inizio del mese, «possono solo costruire un ponte verso un futuro più stabile». Hanno bisogno dell’azione dei Governi sul fronte del risanamento di bilancio (e Draghi ha ricordato che l’area euro presenta quasi un pareggio nella posizione primaria, al netto del pagamento degli interessi, e i Paesi più in difficoltà sono quelli che hanno fatto gli aggiustamenti maggiori) e delle riforme per ristabilire la competitività (e anche qui sono stati fatti progressi sul costo del lavoro e del miglioramento dei conti con l’estero). Ma ha anche osservato che l’impegno alle riforme non deve allentarsi quando le condizioni economiche cominciano a migliorare. «Ci sono ancora molti compiti da fare», aveva affermato poco prima la signora Merkel.
Anche collettivamente, i Paesi dell’Eurozona hanno fatto significativi passi avanti, sul fiscal compact (le nuove regole per i bilanci pubblici), e con le proposte della Commissione per una vigilanza bancaria singola. «Sono fiducioso che i Governi troveranno l’accordo su questo punto», ha detto il presidente della Bce, sulla quale cadrà la responsabilità principale. Ma il cancelliere Merkel aveva ribadito poco prima davanti alla stessa platea che si deve procedere «passo dopo passo, non rapidamente». Ha anche ricordato che la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati Esm ha come precondizione il varo dell’unione bancaria con la vigilanza e i controlli a livello europeo.
Draghi ha spiegato il piano Omt con la necessità di assicurare la stabilità dei prezzi «rimuovendo i timori infondati sull’area dell’euro», che hanno condotto a una frammentazione dei mercati molto grave. Con tassi divergenti nei diversi Paesi, la politica monetaria non può funzionare. La politica del “no a tutto” (“nein zu allem”, ha detto in una rara sortita in tedesco) comporta un rischio maggiore dell’azione decisa dalla Bce. I primi segnali sono postivi, con una riapertura del mercato obbligazionario alle banche e alle imprese, anche se il pieno impatto sulle condizioni del credito alle imprese e alle famiglie «richiederà tempo».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa