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Draghi: i salari? Restano bassi

La ripresa c’è, si sta consolidando, ma ancora non basta. Restano rischi finanziari, disuguaglianze, salari troppo bassi. Le analisi della direttrice del Fondo monetario, Christine Lagarde, e del presidente della Bce, Mario Draghi si integrano. I due intervengono in parallelo, nell’ambito degli «Annual meetings» del Fmi a Washington, con messaggi molto simili.

Lagarde chiede ai governi di approfittare del buon momento dell’economia «per fare le riforme» e alle banche centrali di continuare ad appoggiare la crescita con una politica monetaria accomodante. Draghi assicura che lo farà, mantenendo a livelli convenienti il costo del denaro fino a quando sarà necessario. Il numero uno della Banca centrale europea difende la strategia messa in campo negli anni della crisi. «I tassi negativi sono stati un successo», dice parlando in un seminario al Peterson Institute. Inoltre il «Quantitative easing», cioè l’acquisto di titoli per immettere liquidità sul mercato, ha favorito «la creazione di 7 milioni di posti di lavoro in quattro anni, anche se ci sono state delle distorsioni».

La più vistosa, sostiene Draghi, riguarda il mercato del lavoro, le retribuzioni sono ancora troppo basse: «Nonostante i progressi, sui salari non ci siamo». Occorre, invece, «pazienza, persistenza e prudenza» per raggiungere l’obiettivo del 2% di inflazione.

Nessun cenno alla polemica sulla stretta imposta alle banche per la gestione dei «crediti deteriorati», i «non performing loan»: tra l’altro dal primo gennaio 2018 le svalutazioni diventeranno automatiche. Da Francoforte i tecnici Bce stanno preparando la risposta istituzionale ai dubbi sollevati soprattutto dal presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani: abbiamo agito nell’ambito del nostro mandato.

Le nuove regole sono state promosse soprattutto dalla Germania. E’ allora interessante registrare ciò che hanno detto ieri gli esponenti del partito liberaldemocratico, i probabili futuri partner nella coalizione di Angela Merkel: non insisteremo perché un tedesco vada alla guida della Bce. Da oggi entra nel vivo il confronto tra ministri e banchieri. Sarà anche l’ultima occasione ufficiale per il titolare delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble. I documenti del Fmi offrono la piattaforma di discussione, mettendo in rilievo, tra le altre cose, la buona spinta della zona euro e l’insidia del gigantesco debito cinese per la stabilità finanziaria globale. Lagarde, ieri, ha ridimensionato la proposta avanzata da Victor Gaspar, direttore del dipartimento Affari fiscali dell’istituto: c’è spazio per aumentare le imposte sui redditi più alti, in modo da ridurre le diseguaglianze. Secondo Lagarde, invece, «tassare i ricchi non basta. La strada migliore è chiudere il divario di genere, le opportunità tra uomini e donne».

Giuseppe Sarcina

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