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Draghi: ripresa più solida Ma i tassi restano invariati

La ripresa dell’economia dell’eurozona «sta diventando sempre più solida e i rischi di peggioramento sono ulteriormente diminuiti», ha sostenuto ieri il Consiglio dei governatori della Banca centrale europea. Ciò nonostante, la politica monetaria non cambia in nulla: i tassi d’interesse sui prestiti di rifinanziamento della Bce rimangono a zero e la remunerazione dei depositi che gli istituti di credito fanno alla banca centrale restano negativi per lo 0,40%; gli acquisti di titoli sui mercati per 60 miliardi al mese andranno avanti fino a fine anno e oltre se ce ne sarà bisogno, come affermato più volte; e i governatori ribadiscono che i tassi resteranno così bassi o più bassi ben oltre la fine del programma di acquisti.

Nella conferenza stampa seguita alla riunione, Mario Draghi ha spiegato che non ci sono novità per quel che riguarda l’oggetto del mandato della Bce, cioè l’inflazione: quella generale rimane volatile, quella core (che esclude i prezzi di petrolio e alimenti non trattati) troppo bassa; l’inflazione, inoltre, non sarebbe in grado di rimanere ai livelli attuali (1,5% in marzo) se venisse meno lo stimolo monetario in atto. Su questa analisi — ha assicurato il presidente della Bce — nella riunione dei governatori non ci sono stati dissensi, mentre sui rischi che potrebbe correre la crescita dell’economia ci sono state opinioni diverse, alcuni hanno «opinioni più sanguigne» sulla forza della ripresa in atto: il tutto si può riassumere nel ricordare che «nel 2013 l’analisi era che la crescita fosse fragile e non omogenea, mentre oggi è solida e ampia». Insomma, «le cose vanno meglio», ha detto il presidente della Bce.

Draghi ha anche spiegato che gli effetti dei rischi geopolitici sono presi in considerazione dal Consiglio ma che la banca discute «di politiche, non di politica». La «probabile» vittoria di Emmanuel Macron in Francia il 7 maggio, dunque, non è in sé un elemento sul quale cambiare politica monetaria. E che le riforme strutturali dovrebbero riprendere in tutti i Paesi, compresa la realizzazione di quelle già legiferate ma non messe in pratica.

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