Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi: “Ripresa in bilico Bce pronta a nuovi stimoli” Borse giù in attesa di Fed

BERLINO.
I rischi d’indebolimento della ripresa europea in atto sono chiaramente visibili, dunque in dicembre la Bce esaminando gli effetti della sua politica di quantitative easing (acquisto di titoli sovrani) «non esiterà ad agire, e a potenziarla se dovessimo giungere alla conclusione che si sono materializzati rischi per i nostri obiettivi di stabilità», incluso quello di un ritorno dell’inflazione a livelli accettabili a medio termine. Lo ha detto ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, rivolgendosi al Parlamento europeo. Ha dunque aperto in anticipo il possibile confronto con i falchi, proprio mentre cresce il timore che la Federal Reserve americana alzi i tassi. Negative le reazioni dei mercati: le Borse hanno tutte chiuso in ribasso, con Milano maglia nera a meno 2,35%. E pesanti i contraccolpi anche per l’euro, che ha chiuso in discesa sul dollaro a 1,0753 avvicinandosi in modo significativo alla parità.
La politica Bce di stimoli all’economia potrebbe dunque essere ancora potenziata, e se necessario, ha fatto capire Draghi, proseguirà anche oltre il termine finora fissato del settembre 2016. «Non esiteremo ad agire se constateremo che i rischi temuti si sono verificati», egli ha insistito. Il presidente della Bce ha poi accennato a non meglio precisati «altri strumenti con cui rafforzare l’impatto dell’operazione», ricordando che il piano di QE da lui lanciato contro le resistenze della Bundesbank «è uno strumento particolarmente flessibile e potente».
Una preoccupazione in aumento per il futuro traspare evidente dalle parole del presidente della Bce. Secondo cui «gli ultimi dati confermano che la ripresa economica nell’area dell’euro sta proseguendo moderatamente », mentre «l’attività ha mostrato qualche grado di resistenza a fronte delle influenze esterne che tendono a indebolire la domanda: la domanda esterna ha frenato, le quote di esportazione sono cresciute». In ogni caso, ha avvertito, sebbene «i costi dell’energia siano più bassi e le nostre misure stiano sostenendo consumi e, in misura crescente, la formazione di capitale…sono chiaramente visibili i rischi su crescita e inflazione che derivano dal quadro globale». Per questo, al Consiglio Bce di dicembre verrà fatto un riesame a fondo, «e nel caso non vedessimo un aggiustamento dell’inflazione coerente con i nostri obiettivi, gli acquisti potranno proseguire oltre settembre dell’anno prossimo, e altri strumenti possono essere attivati se necessario».
Pessimismo affiancato dalla prontezza a misure estreme e urgenti, quindi. Con scelte di politica monetaria potenzialmente divergenti da quelle della Fed che ieri – mentre la presidente Janet Yellen esortava le banche centrali a riesaminare la loro politica monetaria, la cui natura e ruolosono state cambiate a fondo dalla crisi – riceveva un secco consiglio dall’Fmi: che l’istituto centrale Usa, dice Fmi (il quale appoggia invece, indirettamente, la linea Draghi) attenda i dati dell’economia reale. Un aumento del costo del denaro nella prima economia mondiale, continua il suo rapporto, «potrebbe aumentare la volatilità dei mercati con movimenti potenzialmente in grado di creare disturbo sui movimenti dei capitali e sui prezzi delle attività». Ma la Fed ribadisce ancora di ritenere che con la crescita l’inflazione Usa tornerà a salire, puntano sul 2 per cento, e potrà quindi spingerla al temuto aumento dei tassi. Sulla ripresa è intervenuto anche il presidente Obama: «L’economia globale sta crescendo – ha detto – ma cresce troppo lentamente. E il mio messaggio al G20 sarà chiaro: abbiamo bisogno di agire per rafforzare la crescita in modo che ne possano beneficiare tutti»
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa