Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi rianima i mercati “Pronti a misure in marzo niente richieste a banche”

DAVOS.
“We don’t give up”, ovvero “non ci arrendiamo”. E infatti il presidente della Bce Mario Draghi, con pochi, mirati messaggi, riesce a tranquillizzare tutti, almeno per ora: sulla ripresa, che continua e crescere pur essendo aumentati i rischi al ribasso; sulle banche che «non hanno bisogno di altri capitali », sulle sue prossime mosse, già previste per marzo. «Interventi senza limiti. Non ci arrendiamo di fronte a fattori globali di incertezza». E subito le Borse scattano. Subito anche Milano vola, mettendo a segno un guadagno del 4,2% e lo spread crolla sotto quota 100. Poi il presidente della Bce prende il primo aereo utile per Davos dove stamani parlerà alle 8,45 sul tema: “L’anno che abbiamo davanti e le prospettive economiche per l’Eurozona”.
“We don’t give up”, dunque, come fosse una guerra. E difatti l’inizio del 2016 è stato terribile, da dimenticare. Ancora pochi istanti prima che il banchiere parlasse, le Borse di mezzo mondo traballavano, sfiancate da 48 ore di perdite massicce. Avevano bruciato un fiume di miliardi di capitalizzazione strette tra le incertezze legate alla frenata della Cina e quelle non meno pericolose connesse con il mini-prezzo del barile. Pesavano anche le divergenze di politica monetaria tra gli Usa e l’Europa. Preoccupava il livello dell’inflazione ancora minima e ben al di sotto dei target. I rischi geopolitici contribuivano a aggravare la situazione. Così ovunque, dall’Asia agli Usa all’Europa, sui mercati dominava il segno meno. Gli indici erano tutti all’ingiù. Dappertutto comandava l’orso, come si dice in gergo quando le cose vanno male, in contrapposizione al “toro” dei tempi belli.
Draghi parla alle 14,30 quando, per il gioco dei fusi orari, le Borse asiatiche hanno già archiviato la giornata, quelle europee stanno quasi per chiudere e le americane stanno iniziando le contrattazioni. Pur lasciando i tassi invariati, dice ai mercati quel che volevano sentirsi dire: la Bce non si arrende, gli interventi saranno senza limiti, se necessario. E in ogni caso nella prossima riunione di marzo l’Eurotower potrebbe nuovamente mettere mano al suo temutissimo bazooka, come ha già fatto a inizio dicembre, per sostenere la ripresa e anche le prospettive di inflazione che , ha detto, «sarà molto bassa o negativa nei prossimi mesi». «E’ necessario riesaminare e riconsiderare la politica monetaria al prossimo vertice con le nuove proiezioni macro che copriranno anche il 2018». E, non ultimo, il presidente della Bce, in questo attesissimo vertice del board, sceglie di tranquillizzare anche le banche italiane, travolte nelle ultime ore da un’ondata di vendite senza precedenti: la Bce non apre nessun faro su di loro, nessun focus speciale sulle sofferenze, che pure ci sono e pesano per 200 miliardi. Non arrivano neppure richieste aggiuntive di capitale. «In Italia le banche hanno un livello di patrimonializzazione nella media dell’eurozona e un alto livello di garanzie». Tra un messaggio e l’altro riesce anche a dire una buona parola sui profughi: il flusso è una opportunità che cambierà il volto dell’Europa. Un elemento non secondario è che il board decide all’unanimità di adottare questa comunicazione accomodante verso i mercati .
Non è la prima volta che Draghi salva la situazione. Resta celebre quella sua voglia di fare “whatever it takes”, tutto il necessario, per aiutare l’euro, annunciata nel luglio del 2014, un altro periodo turbolento. Adesso assicura che no, lui non s’arrende: la speculazione è avvertita. Oggi a Davos, con ogni probabilità, dirà il resto.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova autorità nasce il mese prossimo con l'obiettivo di colpire i traffici illeciti. Leggi ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alle imprese italiane che hanno fatto ricorso alle moratorie previste dall’articolo 56 del decret...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una spinta, sia pure indiretta, a una più complessiva riforma della riscossione (cui peraltro il G...

Oggi sulla stampa