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Draghi, regole Ocse entro metà 2021

Draghi spinge sulla web tax Ocse. «Riteniamo che il consiglio europeo debba procedere verso una soluzione globale e consensuale sulla tassazione digitale internazionale entro la metà del 2021 nell’ambito dell’Ocse, credo sia un apporto possibile grazie alla collaborazione con la nuova Amministrazione Usa», ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi durante le comunicazioni in senato sul consiglio europeo del 25 e 26 marzo. Tra l’altro, proprio durante l’incontro del consiglio europeo sarà presente come ospite anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

«Si vede una certa apertura, disponibilità, dall’amministrazione di un paese che in passato aveva dimostrato completa chiusura sulla possibilità di avere una tassa sul digitale. La presidenza italiana del G20 è un’occasione particolarmente adatta per farlo», ha evidenziato Draghi.

Diverso piano, invece, è quello della commissione europea che ha come priorità una proposta di una tassa Ue sul digitale per finanziare il bilancio europeo. Come ha detto martedì il vicepresidente della commissione e commissario alla concorrenza Margrethe Vestager, in audizione alla sottocommissione fiscale del parlamento europeo, la commissione europea è pronta presentare una proposta entro giugno, nonostante i progressi a livello Ocse, con la tassa in vigore dal primo gennaio 2023. Anche nel caso di «uno scenario ottimistico» di un accordo Ocse un nuovo sistema di tassazione del digitale, «ci vorrà del tempo prima che sia ratificato e implementato in ogni paese,» ha detto Margrethe Vestager. L’Europa non dovrebbe aspettare la piena attuazione del piano dell’Ocse, ha detto, ma piuttosto dovrebbe «spingere avanti» con la propria web tax. Vestager ha tuttavia specificato che nella stesura della tassa europea, la commissione vuole evitare qualsiasi interferenza con il processo dell’Ocse, e non vuole che la proposta si presenti come «discriminatoria», garantendo che «non alimenti le tensioni commerciali in alcun modo».

Separatamente, una risoluzione consultiva approvata martedì dal comitato per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo, ha specificato che una web tax Ue dovrebbe essere un «passaggio temporaneo», in attesa dell’attuazione di un accordo globale.

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