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Draghi: Qe più efficace del previsto

La politica monetaria della Banca centrale europea, comprese le misure non convenzionali come l’acquisto di titoli pubblici iniziato a marzo, si sta rivelando più efficace di quanto molti osservatori avessero previsto e non ha avuto finora le temute ripercussioni sulla stabilità finanziaria, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi in un discorso a Washington, dove ha anche incontrato il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, e il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Jacob Lew, per discutere il caso Grecia.
«Se un lungo periodo di bassi tassi d’interesse crea inevitabilmente una cattiva allocazione delle risorse, questo non porta necessariamente a minacciare la stabilità finanziaria», ha sostenuto Draghi, sottolineando che finora ci sono scarse indicazioni di «squilibri finanziari generalizzati».
Il presidente della Bce, in un discorso all’Fmi in onore dell’ex direttore Michel Camdessus, ha ribadito anche che la politica monetaria varata nell’ultimo anno e in particolare il cosiddetto Quantitative easing, o Qe, «verrà messa in atto pienamente e, in ogni caso, finché non vedremo un aggiustamento sostenuto del percorso dell’inflazione». L’inflazione dell’eurozona, allo 0% in aprile, resta molto lontana dell’obiettivo di stare “sotto, ma vicino al 2%”, ma alcuni economisti hanno sostenuto che, alla luce della recente ripresa, la Bce potrebbe sospendere le operazioni di acquisto di titoli prima della scadenza fissata del settembre 2016, una possibilità che Draghi ha nuovamente respinto. «Dopo quasi sette anni di una serie di crisi debilitanti – ha affermato il banchiere centrale – le imprese e le famiglie sono molto esitanti ad assumere rischi economici. Per questo ci vorrà diverso tempo prima che possiamo dichiarare vittoria e il nostro stimolo di politica monetaria continuerà per tutto il tempo necessario al raggiungimento del nostro obiettivo su base continuativa». L’uscita dalle politiche che forniscono liquidità abbondante deve essere fatta con «molta, molta attenzione».
Molti critici del Qe hanno sollevato la possibilità che questo alimenti bolle speculative. Draghi, pur assicurando che la Bce terrà la situazione sotto costante monitoraggio, ha notato che per ora ci sono solo «timidi segnali» di aumenti dei prezzi degli immobili o di crescita del credito, due elementi normalmente associati con l’instabilità finanziaria. Il presidente della Bce ha respinto anche le critiche, soprattutto di parte tedesca, secondo cui la politica di bassi tassi d’interesse danneggia i risparmiatori, insistendo sui benefici che essa comporta in termini di capitale meno caro per gli imprenditori, di minor costo dei finanziamenti per chi investe in progetti nell’economia reale e per le famiglie.
Draghi ha ripetuto anche che l’efficacia del Qe sarà nettamente potenziata se accompagnata da altre misure, fra cui il costante controllo dello stato di salute delle banche, ora realizzato dalla Bce stessa, insieme alle banche centrali nazionali, attraverso il meccanismo di vigilanza unico, e le riforme strutturali che aumentano la fiducia nella ripresa e incoraggiano gli imprenditori a sfruttare lo stimolo monetario. Fra le misure da realizzare, secondo il numero uno della Bce, una armonizzazione delle regole sulle banche, che ora prevedono 150 eccezioni nazionali.

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