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Draghi: “Pronti a tutto per l’euro e quel che faremo basterà”. Spread giù, Piazza Affari +5,6%

ROMA — Mario Draghi avverte che la Bce, all’interno del suo mandato, «è pronta a tutto per salvare l’euro». «Credetemi, sarà sufficiente», sono le sue parole, pronunciate alla Global Investment Conference di Londra, alla vigilia delle Olimpiadi. «Impensabile immaginare che un paese possa uscire dall’eurozona». E subito i mercati reagiscono con un balzo: tutte le Borse Ue guadagnano terreno, Milano chiude con un rialzo del 5,62% e Madrid del 6,06%. L’euro torna a sfiorare quota 1,23 sul dollaro. Ma soprattutto vanno giù gli spread: quello italiano perde 50 punti secchi e s’attesta a 473, con il rendimento del Btp al 6,05. Quello spagnolo finisce a 561 punti e i tassi dei bonos scivolano al 6,92%. Il Tesoro colloca senza problemi anche Ctz per 2,5 miliardi al 4,86%. Il presidente della Commissione Barroso s’allinea: la Grecia resterà nell’euro e le istituzioni Ue «faranno tutto il possibile» per assicurare la stabilità. E il numero uno dell’Fmi, Christine Lagarde, preoccupata per il rosso dei conti Usa dichiara: «Se avessi la bacchetta magica farei in modo che l’Europa creasse più Europa».
Il presidente della Bce parla a metà mattinata, quando i mercati già s’avviano verso un’altra giornata difficile, con la troika che spulcia nei conti di Atene, la Spagna che di nuovo nega il salvataggio, Moody’s che abbassa a negativo l’outlook di 17 banche tedesche e Confindustria che non vede ripresa per quest’anno. Il suo messaggio suona rassicurante e anche minaccioso per chi, ogni giorno, scommette contro la moneta unica. Tanto più perché si basa su dati a lungo vagliati dall’Eurotower. E dunque: «L’area euro ha fatto progressi straordinari negli ultimi sei mesi e così pure Italia e Spagna», i due paesi sotto attacco. E’ «solida, molto più di quanto di pensi». E soprattutto, «l’Eurozona ha il potere di sconfiggere la speculazione».
C’è un passaggio del suo intervento che sembra tagliato apposta per vincere le resistenze di tedeschi, olandesi e finlandesi e per superare i divieti dei Trattati. «Gli spread sovrani rientrano nel nostro mandato, nella misura in cui bloccano il funzionamento dei canali di trasmissione della politica monetaria». E’ un messaggio inequivocabile. Significa che Draghi intende muoversi «senza tabù», anche su questo terreno,
delicatissimo e molto temuto. I mercati s’aspettano un intervento già nella riunione del 2 agosto. S’interrogano sugli strumenti tecnici che compongono l’arsenale Bce: un nuovo ribasso dei tassi? un’altra iniezione di liquidità? Sul tavolo dell’Eurotower ci sono vari piani che comprendono anche acquisti immediati di titoli pubblici e l’attribuzione all’Esm, il fondo salva-stati permanente di prossima nascita della licenza bancaria per poter approvvigionarsi allo sportello Bce. Potrebbe anche bastare la sola parola di Draghi, se è vero che i mercati si muovono sulle aspettative. Chissà. Di sicuro una decisione sarà presa solo se la giustificano finalità di politica economica.
Comunque, di fronte all’eterna diatriba tra falchi e colombe e all’escalation degli spread, Draghi decide di intervenire. A chi lo ascolta ricorda che «i livelli aggregati di deficit e di debito dei paesi euro sono molto più bassi di quelli Usa» e la coesione sociale all’interno «è più forte che in qualsiasi altra parte del mondo». Utilizza anche una curiosa metafora per indicare la necessità di cambiamento, il bisogno di unità politica e fiscale nella Ue. «Anni fa alcune persone dicevano che l’euro era un bombo (bumblebee) che riusciva a volare senza che si sapesse bene come». Il bombo o calabrone è un grosso insetto con colori simili ad un’ape, ma molto più tozzo, tanto che nei paesi anglosassoni c’è un detto sul fatto che riesce a librarsi pur se fisicamente impedito. Ebbene, adesso “il bombo deve evolversi in ape”. Resta da vedere quanto durerà il rimbalzo dei mercati.

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