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Draghi: “ Prezzi ancora bassi gli stimoli sono necessari”

Nuovi segnali distensivi sul cielo grigio dei mercati alla vigilia delle elezioni. Davanti all’Europarlamento Ieri Mario Draghi ha rivendicato la linea ultraespansiva della Bce, e chiesto « pazienza e persistenza nella politica monetaria, tuttora necessaria per permettere all’inflazione di tornare poco sotto il 2% » . Prezzi e salari non si scaldano, e la loro evoluzione «resta crucialmente condizionata da un ampio grado di stimoli monetari forniti dalla serie completa di misure » , ha aggiunto il banchiere centrale.
Il messaggio del capo delle “ colombe”, di senso contrario rispetto ai falchi del Nord Europa che vorrebbero una rapida fine degli acquisti di titoli sovrani da parte dell’Eurotower per risollevare i tassi, ha apprezzato i Btp, e fatto cadere il loro rendimento decennale al 2,02% (2,07% venerdì), per uno scarto sul Bund tedesco a 137 punti base dai 141 della vigilia. Il secondo fattore di conforto è giunto da Bruxelles, dove un portavoce della Commissione ha riformulato la “sparata” del presidente Jean-Claude Juncker sul rischio che un « governo non operativo » uscisse dall’urna italiana. «Non è in preparazione alcun piano in particolare — ha detto un portavoce — . Juncker ha già chiarito. Siamo sempre impegnati a lavorare per la stabilità, compreso sui mercati». Il portavoce ha aggiunto: « Juncker, che non partecipa alla campagna elettorale in Italia, ha già chiarito di avere fiducia nella capacità del governo di assicurare che l’Italia resti un giocatore importante in Europa ».
A riprova della buona lena di chi guarda verso Piazza Affari — ieri tra le Borse più fiacche con un +0,15%, ma tra poche in positivo da inizio anno — vale anche il successo dell’iniziativa che a Londra ha riunito 200 investitori all’ambasciata italiana ( molti erano connazionali) per la quinta “ Equity and debt investments in Italy”, organizzata con lo studio Legance e divisa su tre tavoli — crediti deteriorati, banche e fondi chiusi — con una ventina di ospiti schierati. «L’evento è espressione della riguadagnata fiducia dei mercati — ha detto l’ambasciatore Raffaele Trombetta — . Consegnate al passato le preoccupazioni sul sistema bancario, gli investitori vedono l’Italia come un luogo di opportunità, ricca di un tessuto produttivo dinamico e in crescita. Sistema regolatorio e riforme, da più parti lette come irreversibili, hanno posto le basi per una crescita strutturale, capace di sfidare anche la prospettiva elettorale e i suoi rischi, ormai fattorizzati dal mercato».
«Negli ultimi 18 mesi lo scenario italiano è molto migliorato — gli fa eco Daniel Goldstein, partner del fondo Greybull Capital che investe in riassetti d’azienda — . Il governo ha fatto un buon lavoro sulle riforme e nel veicolare il messaggio che l’Italia è “open for business”. In poco tempo il paese è passato da uno dei meno attraenti in Europa a uno dei più attraenti: restano rischi politici, ma è un elemento comune a tutto l’Occidente».

Andrea Greco

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