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Draghi presenta oggi la delega fiscale C’è il Catasto sul tavolo dell’esecutivo

La delega fiscale nello stesso consiglio dei ministri che darà il via libera domani alla Nadef: è lo schema a cui lavora il governo in queste ore. È la svolta lasciata intuire ieri da Mario Draghi ai sindacati. Ed è considerata la soluzione logica. La “conta” delle risorse incide infatti anche sul progetto di rimodulare la tassazione ed eventuali aggiustamenti al rialzo del Pil, pure soltanto di pochissimi decimali, sarebbe benzina per alimentare il progetto del premier. Del quale farà parte con ogni probabilità — e se la politica lo consentirà — anche la revisione amministrativa del catasto e l’aggiornamento degli estimi catastali. Uno scenario avversato nettamente dal centrodestra, ma su cui il governo dovrebbe procedere comunque, forte di una circostanza: l’eventuale aggravio di spesa, per alcuni cittadini, non si concretizzerà in tempi brevi, visto che l’operazione richiederà del tempo. E dunque non ci sarà nell’immediato un aumento delle “tasse sulla casa”, rispettando la promessa di non far crescere la pressione fiscale in una fase di crisi. Di contro, si porterà avanti quella che viene giudicata un’operazione di equità e trasparenza.Fino all’altro ieri, la tabella di marcia prevedeva di riunire oggi il cdm per approvare soltanto la Nadef. Alla fine, però, Palazzo Chigi decide assieme al Tesoro di rimandare di un giorno l’appuntamento con la Nota di aggiornamento al Def. Non solo per calcolare se il +6% del Pil può addirittura essere stimato in qualcosa di meglio, visto che al Mef si ipotizza informalmente qualche decimale in più (anche se ufficialmente nessuno conferma). Ma soprattutto per dare sostanza politica a questa scadenza di politica economica e di bilancio, affiancandole la riforma fiscale.Certo, conterà anche l’esito della cabina di regia che Draghi presiederà questo pomeriggio alle 17. È la sede in cui il premier illustrerà il progetto. E in cui farà i conti con la politica. Il nervosismo della vigilia descrive bene la delicatezza del momento, soprattutto per le voci che si rincorrono sulla riforma del catasto: il centrodestra teme di dover ingoiare una delusione su un dossier così sensibile, a pochi giorni dalle comunali. Resta il fatto che Draghi è intenzionato a procedere comunque. E questo perché i dati della Nota di aggiornamento al Def sono giudicati più che soddisfacenti.Il presidente del Consiglio li illustrerà mercoledì in conferenza stampa, insieme al ministro Daniele Franco. Spiegherà che si tratta di risultati ottimi, al di sopra anche delle stime di aprile. Ma dirà anche che quella annunciata nella Nadef è una performance comunque frutto di un rimbalzo, che si concretizza dopo la gelata della pandemia. Draghi ricorderà anche che l’obiettivo è rendere la crescita solida e duratura, strutturando un incremento del Pil superiore rispetto al passato. E questo per il premier significa dare in futuro all’Italia l’obiettivo di correre di un punto, un punto e mezzo in più dell’era pre-Covid, dunque tra il 2 e il 3%. Una necessità, oltre che un’ambizione, perché nei prossimi mesi bisognerà fa re i conti con l’eventuale inflazione.È uno spettro, quello dell’aumento dei prezzi, che ancora non morde in Europa, rispetto ad altre realtà mondiali. Ma di cui si scorge comunque la sagoma. Draghi ha spiegato in più occasioni di non sapere ancora se si tratti di un nodo strutturale o soltanto temporaneo. Ma ha anche aggiunto che soltanto l’aumento della produttività potrà bilanciare un’inflazione strutturale, che porta naturalmente a diminuire la competitività dell’export italiano.Non c’è modo migliore, per dare forza a questi messaggi, che accompagnarli con una prima riforma fiscale. Draghi lo sa, per questo pianifica di portarla in consiglio dei ministri già domani. Ascoltando le legittime ansie elettorali dei partiti. Ma senza congelare le scelte soltanto per assecondare chi intende mettersi di traverso.

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