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Draghi più ottimista su crescita e prezzi. La Bce apre al ritocco dell’acquisto titoli

L’euro ai massimi sul dollaro dallo scorso agosto, a quota 1,1335. I tassi sui Btp risaliti sopra quota 2%. In decisa ripresa perfino i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi: lo Schatz biennale è sempre negativo (-0,56%) ma ai massimi dell’anno. Borse giù, spinte dalle utility: Milano ha perso l’1,01% e sul listino Italgas il 3,16%, Enel il 3,03%, Snam il 2,99% e Terna il 2,87%. Sono solo alcuni dei movimenti sui mercati dopo il discorso del presidente della Banca centrale Mario Draghi, ieri all’incontro di Sintra in Portogallo: parole come sempre molto ponderate, ma evidentemente gli spunti non sono mancati. Draghi ha fatto capire che la Bce potrebbe dare qualche spuntata ai suoi piani di allentamento monetario (che includono tassi sotto zero e ingenti acquisti di titoli) se l’economia europea continuasse a irrobustirsi, mentre già oggi tutti i segnali indicano che «la ripresa dell’Eurozona si sta rafforzando». Draghi ha comunque precisato che ogni mossa sarebbe graduale e cauta. Tanto che resta il bisogno di «un livello considerevole» di stimolo (che rimane «accomodante») e di «perseveranza nella politica monetaria». «Ci vuole prudenza», ha aggiunto: ci sono «incertezze persistenti».

Il presidente Bce ha anche parlato di stipendi: «Le riforme strutturali che hanno aumentato la contrattazione a livello d’impresa (anziché nazionale, ndr) potrebbero aver reso i salari più flessibili verso il basso, ma non necessariamente verso l’alto». In ogni caso — ha aggiunto —, una volta che diminuirà la capacità produttiva inutilizzata, «ci saranno pressioni al rialzo sui prezzi»: si tratta semplicemente di aspettare che la politica monetaria abbia «pieno effetto».

Draghi ha poi difeso le politiche di Francoforte, dando un numero sui benefici del «quantitative easing» (Qe) europeo: dall’inizio degli acquisti di titoli pubblici nel 2015 da parte della Bce — ha detto — l’economia dell’Eurozona è cresciuta del 3,6%, «più degli Usa dopo la prima e la seconda fase del Qe nello stesso periodo». E nel medesimo lasso di tempo «l’occupazione è aumentata di oltre 4 milioni».

Un’altra nota di ottimismo: «Per anni — ha commentato Draghi — l’Eurozona è stata avvolta in una nube d’incertezza sulla possibilità di realizzare le necessarie riforme sia a livello nazionale sia dell’Unione», un freno alla fiducia e agli investimenti. «Oggi le cose sono cambiate» e sul versante politico «spirano venti a favore». Nella stessa direzione il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, per il quale è necessario sfruttare il momento positivo dopo l’elezione del presidente francese Emmanuel Macron per rendere l’Europa migliore.

Toni diversi, invece, negli Stati Uniti: il Fondo monetario ha tagliato le sue stime sulla crescita Usa, dal 2,3% al 2,1% nel 2017 e dal 2,5% al 2,1% nel 2018. «Il modello economico degli Stati Uniti non sta funzionando come potrebbe nel generare una crescita condivisa dei redditi», è uno dei commenti targati Fmi. Infine un invito alla Casa Bianca: «L’attuale approccio alla regolamentazione e alla supervisione» finanziaria «dovrebbe essere mantenuto».

Giovanni Stringa

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