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Draghi dà più gas al pil

Arrivano segnali di fiducia sull’economia dalla Bce, che però mantiene la rotta ultra espansiva di politica monetaria. «In generale le notizie sulla crescita sono molto positive», ha affermato il presidente dell’istituto, Mario Draghi, al termine del consiglio direttivo. I segnali giunti nelle ultime settimane descrivono «un forte ritmo di espansione economica nell’area euro e un significativo miglioramento delle prospettive».

Un quadro incoraggiante che si riflette nelle nuove previsioni dei tecnici dell’Eurotower, che hanno rivisto al rialzo le attese sul pil. Ora per quest’anno si attende un +2,4%, cui seguirà nel 2018 un +2,3%: quindi +1,9% nel 2019 e +1,7% l’anno successivo.

A livello pratico, tuttavia, ciò non ha portato ad alcuna modifica della linea strategica. I tassi di interesse sono stati confermati ai minimi storici: in particolare, a zero sulle principali operazioni di rifinanziamento. E, come ampiamente previsto, è stata confermata fino a settembre la proroga del programma di acquisti di titoli, seppur dimezzato nella sua mole mensile a 30 miliardi di euro a partire da gennaio. La porta rimane aperta a ulteriori proroghe. Anche la situazione inflazionistica è migliorata, ma non al punto tale da far tirare i remi in barca. Nelle stime aggiornate viene ribadita la previsione 2017 all’1,5%, mentre è stata alzata all’1,4% quella sul 2018. Confermata all’1,5% la stima sul carovita nel 2019, mentre ci si attende l’1,7% nel 2020. L’inflazione di fondo, cioè l’indice depurato da alimentari ed energia, è inoltre più vicina ai valori obiettivo per il 2020, all’1,8%. Ed è incoraggiante il miglioramento della disoccupazione: dal 9,1% atteso sulla media di quest’anno all’8,4% nel 2018 e poi al 7,8% nel 2019 e al 7,3% l’anno seguente.

Eppure, ha sottolineato Draghi, «le pressioni interne sui prezzi restano complessivamente attenuate e, di conseguenza, resta necessario un ampio livello di stimolo monetario. È piuttosto prematuro cambiare il nostro supporto monetario, anche se, alla luce dell’attuale espansione, la nostra fiducia sulla convergenza dell’inflazione verso i nostri obiettivi è certamente superiore a quella di due mesi fa».

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