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Draghi piega Bpm, aumento da 1,2 miliardi

di Sergio Bocconi

MILANO — La Popolare di Milano «obbedisce» a Bankitalia e si avvia ad approvare un aumento di capitale fino a 1,2 miliardi. Il consiglio del 12 maggio già in calendario sulla trimestrale convocherà l’assemblea straordinaria per fine giugno con la ricapitalizzazione all’ordine del giorno. L’operazione, che con l’accordo di bancassurance firmato sempre ieri con i francesi di Covéa e che prevede la vendita dell’ 81%di Bipiemme vita, porterà il core tier 1 all’ 8,6%, avrà per global coordinator Akros e Mediobanca. Piazzetta Cuccia inoltre si impegna a garantire la sottoscrizione dell’eventuale inoptato. La lettera del Governatore Mario Draghi, che ha «sollecitato» il rafforzamento patrimoniale dopo che il board della Popolare aveva bocciato l’aumento da 600 milioni proposto dal presidente Massimo Ponzellini, ha dunque «convinto» il consiglio Bpm che si è espresso all’unanimità. Non solo. Il board, al quale Ponzellini ha riproposto ieri la ricapitalizzazione «rivista» sulla base delle valutazioni espresse da Via Nazionale anche al termine degli accertamenti ispettivi, conclusi con un giudizio «parzialmente sfavorevole» , ha deciso di integrare il piano industriale con alcune proposte che andranno a ridisegnare il perimetro del gruppo bancario. Oltre all’aumento di capitale, la Bpm cambierà lo statuto per portare da due a cinque le deleghe di voto per ciascun socio, incremento dunque superiore a quello già in progetto (3) e che porterà la Milano a condividere con il Creval il «record» nel settore. Sarà inoltre avviata la radicale semplificazione del gruppo che avrà luogo probabilmente con gli accorpamenti delle banche di Legnano, Alessandria e Mantova. La razionalizzazione era da tempo nell’agenda del direttore generale Fiorenzo Dalu, verso il quale si era perciò focalizzato un certo malcontento che sembrava potesse sfociare con la sua uscita: con l’ok il tema del vertice operativo sembra ora sospeso. Fra le altre misure di rilievo sulla quale Bankitalia appare molto sensibile ci sono poi, oltre ad azioni sui costi e sul sistema informatico, la dismissione di partecipazioni non strategiche e la ridefinizione delle politiche di remunerazione e incentivazione anche alla luce delle indicazioni contenute nel verbale ispettivo. Come si legge nella nota finale, Bpm auspica che gli interventi e le misure organizzative (che saranno oggetto di approfondimento in un consiglio straordinario intermedio che potrebbe tenersi il 3 maggio) possano «far venir meno i penalizzanti requisiti patrimoniali indicati come misura prudenziale temporanea dalla Banca d’Italia» . Con l’aumento e la «rimozione» di tali requisiti, la banca prevede che nel 2013 potrà disporre di un core tier 1 del 9,8%, incluso il rimborso dei Tremonti Bond.

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